PINK FLOYD, 36 ANNI FA THE WALL AL 1 POSTO DELLE CLASSIFICA USA

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Poco più di un mese. Tanto, poco, è bastato a The Wall per finire in testa alla classifica dei dischi più venduti negli Stati Uniti. Pubblicato il 30 novembre del 1979, il capolavoro dei Pink Floyd finì al primo posto esattamente 36 anni fa. Era infatti il 19 gennaio del 1980 quando il ‘concept album’ forse più famoso al mondo conquistava la classifica a stelle e strisce. E pensare che dietro la realizzazione dell’opera, l’11esimo album in studio dei Pink Floyd, quasi interamente ideata da Roger Waters c’è una lavorazione nata tra mille difficoltà e portata avanti allo stesso modo. A partire dall’idea di Waters. Tutto nasce da uno sputo ad un fan fin troppo agitato, allo sviluppo addirittura di un demo non troppo apprezzato, considerato “deprimente, noioso in varie parti”.  Waters, al momento di realizzare l’album, aveva iniziato a lavorare su due progetti, distinti per certi versi, accomunati per altri: Bricks In The Wall – era il titolo provvisorio, appunto, di The Wall – e ‘The Pros And Cons Of Hitch Hiking’. Entrambi autobiografici. Nel primo al centro c’e’ la famiglia, la guerra, la follia, il rapporto tra pubblico e star, mentre nel secondo si parla di un uomo diviso tra la vita di matrimonio e la fedelta’ e la promiscuita’ eliberazione sessuale. Quando Waters propose i demo dei due lavori al gruppo, non ci fu una scelta unanime ma la maggioranza fu schiacciante: la band preferi’ The Wall. Ma dietro il doppio album The Wall, gia’ uscito al cinema con la versione cinematografica del 1982, diretta da Alan Parker e con Bob Geldof protagonista nei panni di Pink, c’e’ anche e soprattutto un episodio ‘forte’ che ha visto protagonista ovviamente Waters. Era il 6 luglio del 1977, il tour di ‘Animals’ aveva portato i Pink Floyd in Canada, allo stadio Olimpico di Montreal. “Era la fine del tour- il ricordo del bassista- e c’era un fan che voleva fare casino, che spingeva contro le transenne, stava gridando e urlando mentre io volevo solo poter fare uno spettacolo di rock”. Waters lo ha osservato per un po’, fino a quando “appena mi arrivo’ a tiro, gli sputai in faccia. Sono rimasto disgustato da me stesso”. Dopo l’incidente, l’idea del “muro tra noi e il pubblico” ed e’ per questo “che il disco ha preso forma”.

AGA

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