Buon compleanno Kurt: il 20 febbraio 1967 nasceva il mito del grunge

Mito. Dannato, sfortunato, arrabbiato. Ma pur sempre mito. Kurt Cobain, suo malgrado, forse pure controvoglia, è un mito. Per gli amanti della musica, per chi ha apprezzato, amato le novità che il musicista statunitense ha regalato al mondo intero. Kurt Cobain, oggi 20 febbraio, avrebbe compiuto 49 anni. Era nato ad Aberdeen il 20 febbraio del 1967: morì a Seattle il 5 aprile del 1994.  Se non si fosse ammazzato, se non avesse deciso di chiudere, di interrompere i rapporti con il mondo, forse avremmo visto e goduto di tanto altro ancora. Oltre a ‘Smells Like Teen Spirit‘, il singolo uscito nel 1991 che secondo molti segnò l’inizio di una nuova generazione. Quella del grunge. “È meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente”. È il 5 aprile del 1994 quando Kurt mette fine alla sua vita con un colpo di fucile nella sua casa di Seattle. Vicino al corpo viene ritrovata una lettera d’addio, per molti alla vita, per altri al mondo della musica. Fatto sta che l’ex leader dei Nirvana cita un passaggio di ‘My My, Hey Hey (Out Of The Blue)’ di Neil Young, “it’s better to burn out than to fade away” (“è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente”). Una scelta che probabilmente non è stata casuale perché Neil Young al grunge ha dato vita e ispirazione. Dal look, capelli lunghi e camicia di flanella a quadri, al sound, a partire dai Pearl Jam di Eddie Vedder e passando per gli stessi Nirvana di Cobain, in molte delle loro produzioni si trova un pizzico di ‘Neil Young’. Suo malgrado, Kurt, come Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Amy Winehouse, sono entrati a far parte del ‘club 27’. Tutti, infatti, per morte violenta, sono deceduti a 27 anni.

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Questi alcuni dei miti della musica scomparsi a 27 anni:

JIMI HENDRIX: Il rock. In persona. Colui che alla chitarra elettrica ha dato un’anima e un senso nuovi, originali, forse incomprensibile per i suoi tempi. Jimi era una stella, era il più grande chitarrista della storia. Ma era anche molto solo. Hendrix venne trovato morto nell’appartamento che aveva affittato al Samarkand Hotel, al 22 di Lansdowne Crescent, a Londra. Secondo il coroner Hendrix morì soffocato dal suo vomito. Sulla sua morte, un po’ per la leggenda, inevitabile, un po’ per il mito, un po’ per la voglia di creare dubbi, se ne sono dette tante. Secondo una versione, infatti, sarebbe morto perché una volta portato in ambulanza, privo di sensi, sarebbe rimasto soffocato dal vomito perché non gli sarebbe stato messo nulla sotto la testa per tenerlo sollevato. Questo avrebbe causato il soffocamento. Di certo c’è che Jimi aveva 27 anni al momento della sua morte, il 18 settembre 1970.

BRIAN JONES: Morte accidentale o omicidio? Questa è la domanda che si posero molte persone quando morì Brian Jones, uno dei fondatori dei Rolling Stones. Trovato morto sul fondo della piscina della sua casa, Brian facevo uso di droga e abuso di alcol, che avevano danneggiato cuore e fegato. Il rapporto del medico legale stabilì che la sua fosse una “morte accidentale”. Ma la polemica non tardò a scoppiare. In molti ritenevano la morte di Jones “sospetta” e teorizzano fosse stato ucciso. Un giornalista investigativo, Scott Jones, si spinse fino ad accusare la polizia locale di coprire il crimine. Tuttavia, la polizia del Sussex riesaminò il caso nel 2009, concludendo che “non ci sono nuove prove che suggeriscano che il verdetto originale del coroner di ‘morte accidentale’ non fosse corretto.” Morì il 3 luglio 1969.

JANIS JOPLIN: Appena sedici giorni dopo la morte di Jimi Hendrix, morì per un’overdose di eroina in una camera d’albergo di Hollywood. Il suo corpo è stato scoperto da John Cooke, il responsabile della banda di Joplin. Secondo Cooke lo spacciatore di Joplin le vendette una dose di eroina insolitamente potente, affermando che molti altri suoi clienti morirono quella stessa settimana. Morì il 4 ottobre del 1970.

JIM MORRISON: L’iconico frontman dei The Doors è stato trovato morto per infarto nella vasca da bagno dell’appartamento di Parigi che condivideva con la sua ragazza, Pamela Courson. Non fu eseguita alcuna autopsia, portando molti a mettere in discussione le circostanze della sua morte. Courson testimoniò che Morrison sniffò eroina, credendo fosse cocaina (un tragico errore da Quentin Tarantino in Pulp Fiction). Morì il 3 luglio del 1971.

ROBERT JOHNSON: Ovvero il bluesman che avrebbe fatto un patto con il diavolo. In cambio della sua anima, Johnson avrebbe ricevuto la capacità di suonare la chitarra come nessuno. Robert è morto il 16 agosto 1938, all’età di 27 anni. Le speculazioni sulle circostanze della sua morte abbondano: in molti sostenengono che Johnson sia stato deliberatamente avvelenato.

AMY WINEHOUSE: La cantautrice dalla voce soul è stata scoperta priva di conoscenza dalla sua guardia del corpo. Come il compagno del “Club 27” Brian Jones, la causa della sua morte è stata accidentale: Winehouse aveva consumato almeno tre bottiglie di vodka, per questo si sospetta un’intossicazione da alcol che le ha bloccato la respirazionementre. La sua tragica morte il 23 luglio 2011 ha riacceso interesse per il “Club 27”.

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AGA

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