AC/DC, Brian Johnson: ADESSO PARLO IO

‘Adesso parlo io’. Brian Johnson non lo dice in modo testuale, ma il senso della lettera che pubblica sul sito degli AC/DC è un po’ questo. Axl Rose al suo posto come “cantante ospite” è ormai ufficiale. Quella del leader dei Guns è la scelta che “potrebbe funzionare”, ha sentenziato Alice Cooper, ma soprattutto è la scelta per portare a termine un tour, il Rock Or Bust World Tour, “per rispetto a chi ci è stato vicino”, hanno spiegato i membri della band australiana. Insomma tutto risolto: Brian Johnson ha problemi di salute? Le restanti date del tour saranno comunque recuperate.

Mancava proprio lui, la sua versione dei fatti, le sue parole a certificare la fine, dal vivo, di un rapporto che andava avanti da 36 anni, da quando cioè Brian ha preso a sua volta il posto di Bon Scott. Era il 15 aprile del 1980 quando Johnson entrò ufficialmente  nel gruppo, dopo essere stato scelto dopo un provino.

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Nella sua lettera Brian ha spiegato che come molti fan degli AC/DC sapranno quello che resta dei concerti del Tour “sono stati riprogrammati con un nuovo cantante ospite. Voglio spiegarne personalmente il motivo”, perché “non credo che i primi comunicati stampa abbiano esternato ciò che davvero voglio dire ai nostri fan o comunque nel modo in cui l’avrei esternato io”.

Brian entra nel particolare: “Il 7 marzo”, spiega, “dopo una serie di esami” ha ricordato che “mi è stato detto che se avessi continuato a esibirmi nei concerti, sarei incorso nella sordità totale. Terrorizzato da quelle notizie, ho cominciato a rendermi conto che la perdita parziale del mio udito stava interferendo con le mie performance sul palco”. Addirittura “avevo difficoltà a sentire le chitarre e, visto che non sentivo chiaramente i musicisti, le mie esibizioni potevano chiaramente essere compromesse. E non potevo assolutamente lasciare che questo accadesse. I nostri fan si meritano il meglio e per nessun motivo avrei deluso i miei fan o messo in imbarazzo gli altri membri della band”. Il cantante di origini italiane (la mamma Ester è di Frascati, provincia di Roma) non è uno che “lascia le cose a metà ma i dottori sono stati molto chiari con me e con i miei compagni. Non ho avuto altra scelta se non quella di smettere di cantare sui palchi per i prossimi show e probabilmente oltre. Quello è stato il giorno più buio della mia carriera”.

Dopo diverse visite, “fino a quel momento, ho fatto del mio meglio per andare avanti nonostante il dolore e la perdita di udito, ma è diventato un peso troppo grande da sopportare e un rischio troppo grande da correre”. E ancora: “Quello che sento ora è peggio di ogni cosa che abbia mai provato nella mia vita. Far parte degli AC/DC, registrare gli album ed essere sul palco per milioni di fan devoti in questi ultimi 36 anni è stato il lavoro della mia vita. Non posso immaginare come andare avanti senza far parte di tutto questo, ma per ora non ho scelta. L’’unica cosa certa è che sarò sempre con gli AC/DC in ogni show con lo spirito, se non con il corpo”. Più importante ancora “mi sento male per aver deluso i fan che avevano già comprato i biglietti per gli show cancellati e che hanno supportato saldamente me e gli AC/DC durante questi anni. Le parole non possono esprimere la mia profonda e accorata gratitudine non solo per le gentili parole e gli auguri fatti a me personalmente, ma anche per gli anni di leale supporto verso gli AC/DC. I miei ringraziamenti vanno anche a Angus e Cliff per il loro aiuto”. Infine, “voglio rassicurare i nostri fan che non mi sono ritirato. I medici mi hanno detto che posso continuare a registrare in studio e sono intenzionato a farlo. Per il momento, la mia attenzione è rivolta interamente a continuare il trattamento medico per migliorare il mio udito. Spero che con il tempo farà dei progressi e mi permetterà di tornare a cantare dal vivo. Seppur il risultato sia ancora incerto, la mia mentalità è ottimista. Solo il tempo potrà dirlo”.

AGA

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