Buon compleanno, Roger (VIDEO)

Vent’anni. Per dimostrare di essere uno dei più grandi parolieri della storia della musica. Vent’anni. Dal 1965 al 1985, per portare i Pink Floyd ad essere uno dei più grandi gruppi della storia della musica.

Settantatré, gli anni che il genio creativo dei Pink Floyd ha compiuto il 6 settembre, un compleanno che non può passare inosservato, nonostante la grande discrezione che è caratteristica di un personaggio come Roger Waters capace di spuntare dal nulla per andare a festeggiare il compleanno di un amico ultranovantenne in un piccolo paese delle Marche, a Porto d’Ascoli, quell’Harry Shindler che lo  aiutò a ‘scoprire’ le ultime ore di vita di papà Eric Fletcher, morto durante la Seconda Guerra Mondiale.

La denuncia sociale, la politica, la guerra, la storia, tragica, del padre, il rapporto difficile con il pubblico: i temi trattati da Waters nelle sue canzoni non sono mai stati banali. Ieri come oggi, prima come ora. A conferma anche la partecipazione al concerto benefico del prossimo mese di ottobre organizzato dalla The Bridge School di Neil Young, che si occupa esclusivamente di bambini poco fortunati, quei piccoli che per gravi problemi di salute non hanno la possibilità di poter vivere la propria vita come tutti.

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Niente di banale, neanche quando ha ‘semplicemente’ voluto ricordare un amico, Syd Barrett, con cui nel 1965 ha creato dal nulla quella band che ancora oggi riesce a riunire milioni di fan in tutto il mondo, che sia per seguire lui o il fraterno ‘nemico’ David Gilmour, per vederli e sentirli interpretare capolavori come Shine On You Crazy Diamond o Wish You Were Here, Time o Money, Comfortably Numb.

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Si è detto e scritto tantissimo su Roger Waters: si è scritto di un carattere difficile, si è detto del rapporto per niente sereno con Richard Wright, allontanato dai Floyd per la realizzazione di The Final Cut, di quello ancor più complicato con Gilmour, di una reunion che mai avrebbe voluto, dello sputo da cui è nato un capolavoro come The Wall….si è scritto tanto, tutto.

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E forse, sotto certi aspetti, troppo.

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Roger Waters è indiscutibilmente un genio, un anticipatore, un perfezionista, un amante del proprio lavoro. Meglio allora celebrarne le qualità, le emozioni che ha regalato, gli applausi che ha meritato, come pure le critiche che possono aver accompagnato il suo lavoro perché se tra altri venti o settantatré o anche cento anni ci ritroveremo a fischiettare Wish You Were Here o a cantare You, yes you, stand still laddie appena sentiamo il rumore di un elicottero, magari un po’ di merito sarà anche suo.

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Auguri, Roger Waters.

 

 

AGA

 

 

 

 

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