Pink Floyd e la reunion ‘virtuale’ per la Palestina. Eppure c’è chi spera: e se… (VIDEO)

Va subito sottolineato: una reunion effettiva dei Pink Floyd, anche vista la scomparsa di Richard Wright, a cui soprattutto David Gilmour era legatissimo, appare impossibile. Forse tra i membri superstiti della straordinaria band inglese il solo Nick Mason è quello che non ha mai detto ‘NO’ a questa ipotesi.

Ad alimentare quelli che sembrano essere i sogni di un popolo (musicale) appassionato della musica di questo gruppo è il post uscito nelle ultime ore sulla pagina Facebook ufficiale del gruppo a favore di un gruppo di donne arrestate dall’esercito israeliano: “David Gilmour, Nick Mason e Roger Waters si uniscono per supportare le donne della Gaza Freedom Flottilla e deplorano il loro arresto illegale e la loro detenzione avvenute in acque internazionali da parte dell’esercito Israeliano”.

 

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Il riferimento è all’iniziativa delle forze di sicurezza di Israele che hanno fermato la nave Zaytouna-Oliva della Freedom Flottilla e arrestato le 13 donne che erano a bordo, si tratta di attiviste che volevano raggiungere le coste di Gaza per protestare contro il blocco delle autorità israeliane al traffico lungo tale tratto di costa per ragioni di sicurezza.

Lo stesso post è stato pubblicato anche sulla pagina di Roger Waters, da sempre impegnato a favore del popolo palestinese e critico contro Israele. Sembra perciò abbastanza chiaro che si è sempre su quella falsariga e forse l’iniziativa parte proprio dal bassista fondatore del gruppo (Gilmour e Mason non hanno infatti pubblicato il post sulle rispettive pagine).

Siti di informazione internazionale preferiscono stuzzicare nei fans, ovviamente e inevitabilmente in fibrillazione, l’idea di una possibile nuova reunion dopo quella, benefica, del 2005 al Live 8: addirittura il sito www.ibtimes.co.in ipotizza un possibile concerto in Palestina.

   E poi mettere insieme le parole Pink Floyd e ‘reunion’ porta sempre a sognare, in un modo nell’altro.

Diversi fans, invece, hanno scelto di dire la loro commentando il post sulla pagina del gruppo. E molti non sono affatto commenti positivi, soprattutto in riferimento a questa veste politica che i Pink si sono dati in questa occasione. Su tutti, quello di un navigatore virtuale che si firma come ‘Barak BM’ che addirittura accusa il gruppo di ‘costruire’ un muro: Sono triste e deluso di vedere che questa pagina è diventata una pagina anti-politica israeliana. Invece di lasciare che la musica sia un raro ponte per la pace e uno strumento di legame tra popoli e nazioni, state solo costruendo il muro più alto” per poi concludere con un “Addio”.

Un gesto, quello dei Pink Floyd, che non tutti hanno apprezzato, anche se oltre 9mila mi piace e oltre 17oo condivisioni in poco più di 15 ore fanno pensare ad una maggioranza ‘pro’. Che forse allo stesso tempo sceglie di sognare, di pensare che qualcosa possa sempre accadere.

Del resto, alzi la mano chi avrebbe mai sperato, fino al 2005, in una reunion….

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=ikDEHygZzlI&w=560&h=315]

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