Immortale Jimi: 74 anni fa nasceva La Leggenda (VIDEO)

“A UN GATTO NERO GITANO CHE HA SCOSSO IL MONDO QUANDO AVEVA BISOGNO DI ESSERE SCOSSO. DORMI BENE”, firmato ‘Monterey International Pop Festival.

Quando Jimi Hendrix morì il mondo forse non avrebbe voluto essere scosso di nuovo e soprattutto in questo modo. Quando Jimi Hendrix morì, il mondo aveva capito di aver perso una occasione. Quella, cioè, di poter ammirare, amare, capire, o anche solo faticare a farlo, quanto questo musicista di Seattle, nato il 27 novembre del 1942, avrebbe potuto fare, dare con la sua chitarra. Mancino, eclettico, autodidatta, la sua prima chitarra era stata una scopa, poi un ‘ukulele mezzo morto’. Finché papà Al per fare contento suo figlio Johnny Allen Hendrix (nacque con questo che era il nome di un fidanzato della mamma, il papà, infastidito, riuscì a farglielo cambiare in James Marshall, poi semplicemente Jimi per i produttori) riuscì a comprargliene una da un tipo con cui giocava d’azzardo.

Ispiratosi a Bob Dylan per la capigliatiura, in un primo momento si presentò al pubblico come Jimmy James, ispirandosi a uno dei suoi miti, Elmore James (un altro era Eric Clapton). Jimi viene scoperto da Chas Chandler, bassista degli Animals, che lo vide suonare dal vivo. A colpirlo anche la riproposizione in versione blues di Hey Joe di Billy Roberts di questo chitarrista mancino (in realtà sapeva benissimo scrivere con la destra). Dal 1963 al 1970 Hendrix registrò in studio 3 album, Are You Experienced, Axis: Bold as Love, Electric Ladyland e uno live, Band of Gypsys, i primi con The Jimi Hendrix Experience, l’ultimo con l’omonima band che diede il nome all’album. Senza contare le pubblicazioni postume come ‘Blues’, ‘Valleys of Neptune’ e ‘Live at Woodstock’: quest’ultimo racconta la sua esibizione in occasione dello strepitoso festival durato tre giorni: suonò alle sei di mattina, era previsto lo facesse in chiusura dell’evento, ma la pioggia e problemi tecnici lo fecero slittare dalla sera prima alle sei del giorno dopo. Davanti a 200.000 fortunatissime e stremate persone (erano 500.000 inizialmente) , regalò chicche strepitose come una ormai famosissima versione di The Star-Spangled Banner, l’inno americano, in cui riuscì a riprodurre, con la sola chitarra, bombardamenti e sirene di contraerea come nei villaggi del Vietnam.

Ovviamente quella non fu l’unica esibizione dal vivo in una grande manifestazione: indimenticabile, ad esempio, quella al Monterey Pop Festival, quando diede alle fiamme la sua Stratocaster davanti ad un pubblico a dir poco allibito per quello che fu una sorta di sacrificio da parte di Hendrix.

Hendrix ha lasciato al mondo delle canzoni straordinarie e delle versioni proprie di classici divenuti poi meglio dell’originale: Hey Joe, brano attribuito inizialmente al musicista Dino Valenti fino a che Bobby Roberts non ne ha rivedicato i diritti), Red House, Little Wing (che Sting ha reinterpretato trasformandola in Mariposa Libre), Voodoo Chile o la versione della dylaniana All along the watchtower. E poi ancora Are You Experienced?, Manic Depression, Voodoo Child (Slight Return).

Jimi, che se fosse ancora vivo avrebbe 74 anni e non avrebbe pubblicato solo 3 album, fu trovato morto la mattina del 18 settembre 1970, una morte triste e in piena solitudine, nell’appartamento che aveva affittato al Samarkand Hotel di Londra, al 22 di Lansdowne Crescent. Una morte descritta come misteriosa, quasi come si conviene ad una stella della musica internazionale, che contribuì suo malgrado a creare la leggenda delle ‘J’ maledette o del club dei 27: anche Brian Jones, Janis Joplin, Jim Morrison, nomi che hanno la J, sono morti tutti a 27 anni. E a questi si sono aggiunti recentemente i vari Kurt Cobain e Amy Winehouse. Tornando ad Hendrix, non sarebbe tutt’ora chiaro, infatti, se sia morto durante la notte, soffocato dal suo stesso vomito, o durante il trasporto in barella sempre per lo stesso motivo ma a causa di un mancato sostegno sotto la sua testa.

Certamente il mondo non era preparato a questo nuovo scossone: alla notizia del decesso Bob Dylan pianse, Eric Clapton urlò “Jimi no!”, mentre Mick Jagger si disse “a pezzi!”.

Anche loro avevano capito, anche loro sapevano: il mondo ha perso una grande occasione.

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