Il genio di Waters, la musica dei Pink Floyd: 37 anni fa la nascita del mito ‘THE WALL’ (video)

Eppure, fu un lavoro di squadra: “L’idea fu di Roger e nessuno cerca di sminuire la sua genialità e le intuizioni che ci ha messo”. Ma “tuttavia, l’album che ne uscì non aveva nulla a che fare con il concept originario, né con la demo che aveva prodotto all’inizio”. Per molti, per tanti, sicuramente non per tutti, The Wall fu il primo album da solista di Roger Waters, nonostante quello che pensava David Gilmour. Quasi a supportare il chitarrista, il produttore canadese Bob Ezrin: “Il suo desiderio- ha detto ancora Gilmour- era rendere The Wall un album dei Pink Floyd più che un disco di Waters. Così mi chiese: ‘Cosa hai da inserirci?’. Gli suonai la mia demo di Run Like Hell e quella che sarebbe diventata Comfortably Numb. Bob disse: ‘Sono davvero belle, dovremmo includerle’. E così fu”, perché Waters, magari controvoglia, alla fine accettò.

Un album autobiografico, in cui ha messo dentro tutto se stesso e non solo come impegno. Perché dentro la storia c’è un giovanissimo Pink, nell’introduzione, studente figlio di un militare, poi celebre rockstar che non riesce a vivere il successo ma mette una sorta di muro psicologico tra lui e i fans. Appunto, Roger Waters. Già, ma come nasce questo capolavoro floydiano, l’11esimo album in studio, pubblicato il 30 novembre del 1979?

   Un brutto gesto, dettato però dall’esasperazione, uno sputo ad un fan troppo agitato, una demo non molto apprezzato dal resto della band, anzi “deprimente, noioso in varie parti”, ma con una idea di base che “piaceva”. Un ‘dietro le quinte’ forse inaspettato per un capolavoro come The Wall – 11esimo album in studio dei Pink Floyd – che oggi compie 36 anni.

Roger Waters, al momento di realizzare l’album, aveva iniziato a lavorare su due progetti, distinti per certi versi, accomunati per altri: Bricks In The Wall – che era il titolo di lavorazione, appunto, di The Wall – e ‘The Pros And Cons Of Hitch Hiking’. Tutti e due autobiografici.

Nel primo al centro c’e’ la famiglia, la guerra, la follia, il rapporto tra pubblico e star, mentre nel secondo si parla di un uomo diviso tra la vita di matrimonio e la fedelta’ e la promiscuita’ e liberazione sessuale. Quando Waters propose i demo dei due lavori al gruppo, non ci fu una scelta unanime ma la maggioranza fu schiacciante: la band preferi’ The Wall. Ma dietro la nascita del doppio album The Wall, gia’ uscito al cinema con la versione cinematografica del 1982, diretta da Alan Parker e con Bob Geldof protagonista nei panni di Pink, c’e’ anche e soprattutto un episodio ‘forte’ che ha visto protagonista ovviamente Waters e che lo ha ispirato.

Il fattaccio. Era il 6 luglio del 1977, il tour di ‘Animals’ aveva portato i Pink Floyd in Canada, allo stadio Olimpico di Montreal. “Era la fine del tour- il ricordo del bassista- e c’era un fan che voleva fare casino, che spingeva contro le transenne, stava gridando e urlando mentre io volevo solo poter fare uno spettacolo di rock”.

 

Waters lo ha osservato per un po’, fino a quando “appena mi arrivo’ a tiro, gli sputai in faccia. Sono rimasto disgustato da me stesso“. Dopo l’incidente, l’idea del “muro tra noi e il pubblico” ed e’ per questo “che il disco ha preso forma”.

Per quanto riguarda le tracce, tante sono quelle che hanno lasciato un segno, anzi un solco profondissimo nella storia del rock. Da Comfortably Numb a Run Like Hell, da Hey You a Mother.

E poi c’è lei. Il sogno di una ribellione, un ‘no’ alla repressione di un insegnante che definire severo è dire poco. E poi la rabbia degli studenti, i banchi distrutti, fogli che iniziano a volare. Del resto… “non abbiamo bisogno di educazione” e “non abbiamo bisogno di essere sorvegliati”, per questo “Professore, lasci in pace i ragazzi”.

Sono passati 37 anni da quando  fu pubblicato il singolo ‘Another Brick in The Wall part2’, era il 23 novembre, il singolo forse più famoso di The Wall, grazie anche all’incredibile assolo di David Gilmour nella parte finale della canzone. Era il 23 novembre del 1979, infatti, quando uscì anticipando di una settimana la pubblicazione dell’album.

 

 

 

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