Un anno senza David, i 70 anni del Duca Bianco

Polistrumentista, artista all’avanguardia, 50 anni di attività nel mondo della musica in cui innegabilmente c’è la sua impronta. Cantante unico nel suo genere, David Bowie forse per questo non poteva andarsene in punta di piedi. Impenetrabile, è vero, ma mai e poi mai sarebbe potuta passare inosservata la scomparsa dello straordinario artista britannico.
Un anno fa, era l’8 gennaio del 2016, Bowie festeggiava i suoi 69 anni e l’uscita dell’album ‘Blackstar’, rappresentato, anzi stilizzato, solo da una stella nera, preceduto dall’uscita del singolo ‘Lazarus’. Due giorni dopo, il 10 gennaio, la notizia della sua morte a causa di un tumore al fegato.
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   David Robert Jones, vero nome di Bowie, era nato a Londra l’8 gennaio 1947. La passione per la musica portò Bowie ad imparare a suonare il sassofono quando era ancora giovanissimo. Dopo aver partecipato alla formazione di varie band, raggiunse il successo da solista nei primi anni settanta, attraversando cinque decenni di musica rock e conquistandosi la fama di inventore del glam rock.
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La sua natura poliedrica e camaleontica lo portò a reinventare nel tempo il proprio stile e la propria immagine, creando numerosi alter ego come Ziggy Stardust, Halloween Jack, The Thin White Duke e Nathan Adler.
Significative le collaborazioni con Tony Visconti e Brian Eno, altro reduce con i Roxy Music dal glam rock dei primi settanta, con i quali instaurò una proficua e profonda amicizia che durò svariati anni. In carriera ha collezionato una cinquantina di album, con una ventina di raccolte. Ha toccato con la sua mano magica l’elettronica, il glam, il soul.
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   Pur non essendo le sue attività principali, Bowie si dedicò anche alla pittura e al cinema. Tra i vari film in cui recitò, vi sono L’uomo che cadde sulla Terra, Furyo, Absolute Beginners, Labyrinth, Basquiat e The Prestige. Nel 2008 fu inserito al 23º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone, che ha individuato tra i suoi migliori brani Life on Mars?, Space Oddity, Fame e “Heroes”. Indimenticabile, poi, il duetto con Freddie Mercury nel successo dei Queen ‘Under Pressure’
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