Buon compleanno KURT, 50 anni fa nasceva la leggenda del GRUNGE (VIDEO)

“Sarei felice di tornare  a suonare di fronte a un pubblico di venti persone. Se questo mi facesse ancora sentire bene”. Se si fosse riusciti a raccogliere questo grido di dolore, forse, sottolineiamo forse, un personaggio come Kurt Cobain avrebbe potuto regalarci ancora tanto del suo talento. Ma, particolare ancor più importante, forse sarebbe ancora tra noi. Forse, bello anche solo immaginarlo. E oggi, celebrarne i 50 anni non avrebbe assunto i contorni di un ricordo malinconico.

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Kurt Cobain era nato ad  Aberdeen, negli States, il 20 febbraio del 1967. “È meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente”. È il 5 aprile del 1994 quando Kurt mette fine alla sua vita con un colpo di fucile nella sua casa di Seattle. Vicino al corpo viene ritrovata una lettera d’addio, per molti alla vita, per altri al mondo della musica. Fatto sta che l’ex leader dei Nirvana cita un passaggio di ‘My My, Hey Hey (Out Of The Blue)’ di Neil Young, “it’s better to burn out than to fade away” (“è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente”). Forse una scelta non casuale perché Neil Young al grunge ha dato vita e ispirazione. Che sia il look, capelli lunghi e camicia di flanella a quadri, che sia il sound, a partire dai Pearl Jam di Eddie Vedder e passando per gli stessi Nirvana di Cobain, in molte delle loro produzioni si trova un pizzico di ‘Neil Young’.

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Cobain ha formato i Nirvana nel 1987 con Krist Novoselic. In due anni la band divenne uno dei gruppi leader della scena alternative rock statunitense. Nel 1991, l’uscita del singolo Smells Like Teen Spirit segnò l’inizio di una nuova generazione, quella del grunge. I media musicali avrebbero infatti conferito a quel brano il titolo di “inno di una generazione” e, con esso, a Cobain l’appellativo di “portavoce della generazione X”.

Negli ultimi anni della sua vita, Cobain ha lottato contro la dipendenza dall’eroina e le pressioni dei media su di lui e sulla moglie Courtney Love, da cui ha avuto una figlia di nome Frances Bean. L’8 aprile 1994 venne trovato morto nella sua casa di Seattle, suicidatosi con un colpo di fucile. Questa, almeno, la versione ufficiale perché negli anni si sono susseguiti, e continuerà a succedere, ipotesi di complotti, di omicidi: insomma la tesi del suicidio non ha proprio convinto tutti tutti.

Indimenticabile la sua partecipazione nel 1994 al programma di Raitre ‘Tunnel’, condotto da Serena Dandini, l’ultima apparizione in tv della band prima del suicidio di Kurt ad aprile del 1994.

Secondo la rivista Rolling Stone, nonostante la sua breve vita, Cobain è stato il miglior artista degli anni novanta.

   È stato inoltre inserito al 45º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone e al 73º posto della lista dei 100 migliori chitarristi secondo Rolling Stone.

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Cobain è stato introdotto, insieme agli altri membri dei Nirvana (Krist Novoselic e Dave Grohl), nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2014, il primo anno in cui erano eleggibili.
   Cobain è diventato un’icona vera e propria fra i giovani di ormai quasi due generazioni, a tal punto da influenzare ancora oggi sia la musica che la cultura giovanile. Anche se a Cobain non piaceva  troppo che ci si riferisse a lui. Troppa pressione, troppa visibilità. Per questo Kurt sarebbe stato felice di “tornare  a suonare di fronte a un pubblico di venti persone. Se questo mi facesse ancora sentire bene”.
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