PLANT: Reunion Led Zeppelin nel 2018? Ma non avete nient'altro da scrivere?

Servirebbe “aiutare la nuova musica, non cincischiare con la solita merda”. Duro, durissimo Robert Plant. In una intervista a Classic Rock, parla della sua carriera solista e dei Led Zeppelin. E non usa toni amichevoli: “Cosa ne penso di una reunion per il 2018? Penso che queste voci dimostrino come la gente non abbia nient’altro da scrivere. E la cosa è un po’ triste. Le riviste, le piattaforme su internet, dovrebbero sostenere la musica nuova, aiutare i nuovi musicisti a trovare un pubblico, invece di cincischiare sempre e solo con la solita vecchia merda. E’ come dire che in giro non c’è più niente di nuovo ed eccitante, mentre invece c’è”.

E ancora: “Smettetela di vivere nel passato. Aprite le orecchie e gli occhi. Non è difficile, sapete?”.

 

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Nuova musica che, però, non sembra essere rock… Alla domanda se oggi nel mondo del rock succede poco, Plant risponde: “Dire così sarebbe ancora essere gentili…“. Cioè: “Ormai il rock ha finito la benzina da parecchio. Probabilmente ha dato il massimo che poteva, ha detto quello che doveva dire”. Forse, spiega Plant, “la mia idea del rock si è persa nel passato”. Carry Fire, l’ultimo album dell’ex leader dei Led Zep, “è il manifesto della mia vita” e contiene una cover di Bluebirds Over The Mountain, registrata con Chrissie Hynde dei Pretenders: “Mi piace la dolcezza di quel brano. E’ carino. E’ una canzone che cantavo da ragazzo, prima di diventare un cantante. E’ una specie di filastrocca”.

 

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Infine, il tour: ha annunciato date in Australia e negli Usa. E in Europa? “Ci stanno lavorando, prendendo contatti con impresari a Istanbul e Beirut. E poi ci faremo strada fino da voi”, dice al giornalista. “Spero”, conclude.

 

Robert Plant2

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