Addio 2017, benvenuto a tempo di rock al 2018: da U2 ai Pink Floyd, da Carrà a Bongusto, ecco cosa si ballerà in questa fine d'anno

Brindisi, balli e botti, più o meno forti, speriamo tutti sicuri. Ma il Capodanno è questo e nelle case degli italiani, dove ormai si sono trasferiti gran parte dei veglioni nel nostro paese (secondo le ultime statistiche sono sempre meno quelli che vanno per locali, che siano ristoranti o discoteche.
E allora, casa propria significa anche musica, impianto stereo, a disposizione. Anche in spazi più ridotti come possono essere quelli delle abitazioni private, siamo certi che la musica non mancherà. Di sottofondo, per ballare, d’accompagnamento, chi più ne ha più ne metta: ci sarà musica, tanta tanta musica. (per fortuna).

E allora ci siamo permessi di fare una nostra playlist, mettendo insieme i grandi classici da festa di fine anno (se diciamo Two Man Sound o Maracaibo…?) e qualche piccola chicca, qualche particolarità. Perché volendo possono starci bene i Pink Floyd, come pure Fabrizio De Andrè, fino a Raffaella Carrà. Già.

Come prima canzone, però, niente classico. Ma un pezzo d’annata degli U2, un pezzo contro la guerra anche se in origine doveva essere un pezzo che Bonovox dedicava alla moglie. Una canzone che apre con la tranquillità del primo giorno dell’anno, in cu nulla cambia. Un avvio ‘soft’, magari che coincide con l’aperitivo che precede il cenone.
Avvio e proseguimento comunque abbastanza soft, con i Pink Floyd, con Childhood’s End da Obscured by Clouds, forse uno dei più ritmati della band inglese.

 

Primi salti con un Bruce Springsteen che tira fuori la sua anima irlandese (il Boss ha effettivamente sangue italiano e irlandese) con American Land dallo splendido live con la The Seeger Sessions Band.
Per riprendere un po’ fiato, un altro pezzo di storia della musica internazionale, quel ‘Mammagamma’ di The Alan Parsons Project, magari nella versione estesa. Dalla storia internazionale a quella italiana, con ‘Andrea’ di Fabrizio De Andrè con la PFM.
Siete abbastanza caldi? Bene. Perché ora una giusta carica fiato e di adrenalina diventano fondamentali: uno dietro l’altro arrivano Chuck Berry, Earth, Wind & Fire, Bee Gees.

E poi ancora gli Abba, che vi/ci augurano un felice anno nuovo, Fred Bongusto, che invece ci ricorda di aver mangiato troppo (voi no? Non diteci che al cenone avete mangiato poco che nessuno ci crede…). E poi si riparte con i ‘Tanti auguri’ di Raffaella Carrà, con il superclassico Don’t Let Me Be Misunderstood, con l’intermezzo soft di Paolo Conte che ci ricorda di fare attenzione durante le feste, magari mentre si è su una nave da crociera…

E per concludere, i classici dei classici, soprattutto quando si è in tanti…Voi no? Non avete mai fatto i trenini durante le feste? Naaaa, non ci crede nessuno. Ma se anche fosse vero, allora tutti per voi Maracaibo e Disco Samba.
E BUON ANNO A TUTTI!

U2 – New Year’s Day
Pink Floyd – Childhood’s End
Bruce Springsteen – American Land
The Alan Parsons Project – Mammagamma (Extended)
Fabrizio De André PFM in concerto – Andrea
Chuck Berry – You Never Can Tell
Earth, Wind & Fire – September
Bee Gees – You Should Be Dancing – Saturday Night Fever (John Travolta)
Abba – Happy New Year
Fred Bongusto – Spaghetti a Detroit
Raffaella Carrà Tanti Auguri
Santa Esmeralda – Don’t Let Me Be Misunderstood
Paolo Conte – Onda su onda
Luisa ‘Lu’ Colombo – Maracaibo
Two Man Sound – Disco Samba

 

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