Morte e solitudine: il triste addio a DOLORES O'RIORDAN. Come Jimi Hendrix, John Bonham, Kurt Cobain…

Jim Morrison, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Kurt Cobain, John Bonham, Prince. Solo per citarne alcuni. E ora, Dolores O’Riordan. Per carità, nessun riferimento al club delle J maledette o club 27. No. Sono grandi, grandissimi artisti, che hanno segnato momenti fondamentali nella storia della musica, che hanno regalato emozioni a milioni di persone, fan o meno, e che ancora oggi riescono a sorprendere o ad attirare fan, più o meno nuovi. Eppure, se ne sono andati in completa solitudine, nel modo più triste possibile, in una camera d’albergo, all’interno di un ascensore, dentro una vasca.
Dopo la notizia della morte di Dolores O’Riordan, cantante dei Cranberries, ritrovata morta in un albergo a Londra, inevitabilmente viene da pensare a grandissimi artisti che hanno raggiunto un pubblico forse indefinito, ma che sono morti soli.

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Alcuni casi del passato:

Era il 3 luglio del 1971 quando Jim Morrison fu ritrovato morto nella vasca da bagno nell’appartamento parigino doveva si era trasferito, nel quartiere Marais. Dopo la registrazione di L.A. Woman, infatti, il ‘Re Lucertola’ si trasferì nella capitale francese nel marzo del 1971.

Jimi Hendrix fu trovato morto la mattina del 18 settembre 1970, una morte triste e in piena solitudine, nell’appartamento che aveva affittato al Samarkand Hotel di Londra, al 22 di Lansdowne Crescent. Non sarebbe chiaro se sia morto durante la notte, soffocato dal suo stesso vomito, o durante il trasporto in barella sempre per lo stesso motivo ma a causa di un mancato sostegno sotto la sua testa.

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Poche settimane dopo Hendrix, era il 4 ottobre del 1970, il corpo senza vita di Janis Joplin fu ritrovato in una stanza d’albergo ma a Los Angeles, al Landmark Motor Hotel di Hollywood: il decesso era avvenuto circa 18 ore prima, l’esame autoptico ipotizzò una morte accidentale causata da overdose di eroina.

È il 5 aprile del 1994 quando Kurt Cobain si suicida con un colpo di fucile: vicino al corpo del leader dei Nirvana, ritrovato nella sua casa sul Il lago Washington, viene scoperta una lettera d’addio, per molti alla vita, per altri al mondo della musica. Fatto sta che l’ex leader dei Nirvana cita un passaggio di ‘My My, Hey Hey (Out Of The Blue)’ di Neil Young, “it’s better to burn out than to fade away” (“è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente”).

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Invece il 25 settembre 1980 una notizia tragica sconvolge l’esistenza dei Led Zeppelin e dei milioni di fan. John Bonham, alle prese da tempo con gravi problemi d’alcol è nella villa di Jimmi Page, a Windsor, per le prove. Arrivato già ubriaco, continua a bere, tanto da non riuscire a suonare. Viene quindi trasportato in una stanza e lasciato là a dormire. Sono il manager Benji LeFevre e il bassista John Paul Jones a ritrovare il batterista morto, soffocato dal suo stesso vomito, un po’ come avvenne per Jimi Hendrix.

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Era invece morto da almeno 6 ore Prince, quando il suo corpo fu ritrovato, il 21 aprile del 2016, nell’ascensore della sua residenza di Paisley Park, in Minnesota, da due collaboratori. Ucciso da una overdose di oppiacei, quattro giorni prima era stato costretto ad un ricovero di urgenza, il manager parlò di una brutta influenza.

Dolores O’Riordan aveva solo 46 anni. Era a Londra per una breve sessione di registrazione: il suo corpo senza vita è stato trovato in una camera d’albergo su Park Lane. Ci vorrà del tempo per sapere le cause del decesso.

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