Roberto Luti&Betta, metti una (bella) serata a tutto blues a Roma – guarda l'intervista –

Galeotti furono i marinai. O meglio, ‘Diversamente marinai’, l’associazione sportiva-dilettantistico che grazie all’imbarcazione Velagodete, trasformata in un laboratorio galleggiante, consente integrazione sociale e la valorizzazione delle professionalità giovanili.
Quattro anni fa, complice un evento di questa associazione, infatti, le strade di Roberto Luti e Elisabetta Maulo si sono incrociate dando vita ad un duo incredibile: voce e chitarra che si cercano, si esaltano, si incrociano e fanno godere quei fortunati che hanno la possibilità di ascoltare il loro blues.
E qualche sera fa, al Monk, a Roma, hanno deliziato il pubblico con due sessioni diverse sessioni. “Ci siamo conosciuti lì”, ci raccontano i due artisti. “Ti ho scritto io”, ha ricordato Elisabetta ‘Betta’, guardando con gli occhi sognanti Roberto.

 

Roberto Luti
Una voce incredibile, una chitarra come poche. O nessuna. “Betta ha una voce che viene dal profondo, è anima, cuore, vita e libertà- ha detto Roberto- Mi piace suonare con lei”. Con Roberto “ci ascoltiamo tantissimo, viene tutto naturale- ha detto Betta- viene dalla pancia. Ogni volta che suono con Roberto vado in trance. Non riesco a cantare subito un altro pezzo, sono sballatissima. Sono fuori da ogni orbita. Il suono di Roberto è uno dei più veri che ci sia nel mondo”. Una serata bellissima, “ma è una ogni tanto. Quando si suona tutti fanno del loro meglio. Ma in Italia è difficile fare il musicista, faticosissimo”, ammettono. In America, continua Luti, “fare il musicista è un lavoro. Ci sono realtà locali che se ne interessano. Suoni tanto, fai quello che ti piace. Qui è un casino”.
 E tanto altro ancora. Perché Roberto&Betta, pur stremati alla fine del concerto al Monk, hanno trovato la forza e la pazienza di chiacchierare con noi.

 

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