INTERVISTA allo staff di NIRVANAITALIA, primo sito web italiano dedicato ai Nirvana!

I Nirvana, un gruppo che con neanche dieci anni di carriera è stato in grado di segnare un’epoca. Esiste infatti un prima e un dopo i Nirvana nel mondo del grunge (e non solo).
La storia di questa incredibile band oggi ce la racconta lo staff di Nirvana Italia, primo sito web italiano dedicato ai Nirvana.

Nirvana Italia è il primo sito italiano dedicato alla band statunitense. Quando e perché nasce Nirvana Italia? Chi c’è dietro al progetto?
Angelo Barraco (Sappy):  “NirvanaItalia è nato nella seconda metà degli anni 90 da un’idea di Kurt74, amministratore nonché ideatore del sito e del progetto. La sua nascita rappresenta l’esigenza di far convogliare in un unico portale web italiano, tutti i fan provenienti da ogni regione e con essi poter condividere informazioni di ogni genere. Il sito si compone di un forum attraverso il quale avvengono le interazioni tra gli utenti, vi sono poi le varie sezioni in cui poter consultare le informazioni della band, curiosità e dettagli inediti. Il team di NirvanaItalia è cresciuto nel corso degli anni, adeguandosi allo sviluppo e alla crescita dei mezzi d’informazione e se prima ci si limitava al solo sito internet, oggi ci siamo adeguati anche alle varie piattaforme: Kurt74, come detto poc’anzi, è l’amministratore del sito nonché l’ideatore e il fondatore del progetto, Thebeatter si occupa delle attività di moderazione e gestione del forum,  Sappy (Angelo Barraco, io) mi occupo delle attività di moderazione e gestione della pagina Facebook, Luigionio (Luigi Moscatello) si occupa delle attività di gestione della pagina Twitter”.

Se doveste scegliere l’album più rappresentativo dei Nirvana per spiegare la storia di questo storico gruppo a dei ragazzi giovanissimi (e magari fargliela anche apprezzare), quale scegliereste?
Angelo Barraco (Sappy): Ogni album dei Nirvana ha una storia a sè, ogni disco rappresenta un tassello importante da scoprire e rivalutare per il percorso evoluzionistico della band di Seattle. Certamente consiglierei un percorso d’ascolto graduale, partendo dal singolo dell’88 ‘Love Buzz/Big Cheese’ in cui è possibile ascoltare una band giovanissima, ma già ben capace di mettere su nastro brani qualitativamente meritevoli. Ovviamente poi consiglierei ‘Bleach’ per i suoi ritmi farraginosi ma coerenti con un’etica ben salda nel Cobain di quegli anni. Si passa poi a ‘Nevermind’, qui ogni commento risulterebbe superfluo poiché tutto è stato già detto e infine l’ultimo respiro, il disco che ha avuto un travaglio duro e complesso quasi come un parto: ‘In Utero’, una perla che senza ombra di dubbio rappresenta la consacrazione dei Nirvana e lo schiaffo morale al successo di ‘Nevermind’, ma per capire tutto ciò bisogna capire i Nirvana e la loro storia musicale”.

Kurt74: “La carriera dei Nirvana si chiude purtroppo con soli tre studio album, non c’e’ molto da pensare:’Nevermind’. Piu’ precisamente ‘Smells Like Teen Spirit’ sparata a massimo volume. Se l’ascoltatore resta insensibile all’attacco di chitarra di Smells con l’ampli a 100dB la questione e’ chiusa”.

Luigi Moscatello (Luigionio):L’album più rappresentativo è indubbiamente ‘Nevermind’, un album rock camuffato da finto pop che esplode a sorpresa e ti prende a schiaffi in faccia. Ma secondo me è troppo banale nominare solo ‘Nevermind’ perché, come ha già detto Angelo, i Nirvana hanno un percorso obbligatorio che parte dai primi singoli fino ad arrivare a ‘In Utero’, o addirittura all’Unplugged. Solo così si possono davvero comprendere i Nirvana e il mondo distorto di Kurt Cobain”.

The Beatter: “A mio parere l’album che meglio rappresenta i Nirvana è ‘In Utero’. Sicuramente ‘Nevermind’ è un album bellissimo  pieno di splendide canzoni che ha portato al successo tanto seguito dalla band. ‘In Utero’ però è un album più ruvido, il giusto mix tra l’anima punk e la vena pop, sicuramente il miglior manifesto per rappresentare cosa erano i Nirvana”.

Sappiamo che una band è composta da diversi membri e non da uno solo, ma è innegabile dire che Kurt Cobain in quanto frontman, fosse una ruota motrice dei Nirvana. Eppure anche per i Queen Freddie Mercury era molto più che un cantante, e loro hanno deciso comunque di proseguire come band. Sarebbe stato possibile un seguito dei Nirvana senza Kurt, o hanno fatto bene gli altri membri a sciogliersi definitivamente senza di lui?
Angelo Barraco (Sappy): Non sarebbe stato possibile un futuro per i Nirvana senza la loro forza motrice. La reazione degli altri membri della band è stata coerente con i loro percorsi di vita e musicali, non poteva essere altrimenti”.

Kurt74: “Aggiungerei che molte fonti parlano di un possibile scioglimento della band già prima della morte. Kurt non aveva più gli stessi stimoli di inizio carriera e la sua ultima lettera ne e’ testimone. Non c’era davvero nessun motivo di continuare sotto la bandiera Nirvana”.

Luigi Moscatello (Luigionio): La mia risposta immediata è no, non sarebbe stato possibile senza Kurt. E si, ho trovato coerente e onesta al decisione di sciogliersi in maniera definitiva. Ma sotto sotto, nonostante tutto, sarei stato curioso di ascoltare un album dei Nirvana post Kurt Cobain”.

The Beatter: “I Nirvana erano Kurt Cobain. Lui era l’autore della musica e dei testi, la sua voce ‘disperata’ era il timbro inconfondibile del ‘Nirvana sound’, era l’immagine e l’immaginario del gruppo, insomma era impensabile continuare dopo la sua morte. La scelta di non fare improbabili reunion è sicuramente la cosa più sensata e Novoselic e Grohl sicuramente sono da apprezzare. Dave e Krist sono stati due gregari perfetti. Insieme a Kurt si creava una speciale alchimia, un perfetto combo che sprigionava una speciale energia, quella energia che ha fatto innamorare della band milioni di fans”.

E’ stato molto discusso l’inserimento di Kurt al 45° posto nella lista del 100 migliori cantanti e il 73° posto nella lista dei 100 migliori chitarristi secondo la classifica di Rolling Stone. Molti critici ritengono che Kurt avesse doti vocali e come chitarrista, ma non tali da essere posto nel top 100. Qual è il vostro parere in merito?
Angelo Barraco (Sappy):I numeri e le posizioni in classifica lasciano il tempo che trovano. Ciò che conta realmente è ben altro e va al di là dell’inserimento in una posizione rispetto che un altro. L’eredità musicale lasciataci da Kurt Cobain nei suoi ventisette anni di vita è la prova oggettiva che le chiacchiere stanno a zero”.

Kurt74: “Concordo sull’inutilita’ di tali operazioni, personalmente ritengo l’inventore dell’opera sempre una personalità infinitamente più importante dell’esecutore dell’opera, quindi se anche posso concordare sul fatto che alla chitarra non era uno Steve Vai o un Ivano Icardi (per restare alle nostre latitudini) di certo è stato l’autore di tutti i pezzi e meritatamente è entrato nella storia della musica”.

Luigi Moscatello (Luigionio): Non lo si può certo paragonare ai grandi mostri sacri della musica, ma è di sicuro la dimostrazione che l’artista non ha bisogno di tecnicismi e virtuosismi vari per arrivare alle persone. Molte volte sono le tue imperferzioni a renderti unico in quello che fai, e qui mi verrebbe da citare la sua frase: ‘I’m worse at what I do best, and for this gift I feel blessed’.

The Beatter: “Io penso che il principale scopo che ha un artista è quello di trasmettere emozioni. C’è chi lo fa con tanta tecnica, chi riesce a trasmettere le proprie emozioni usando altri mezzi e metodi. Questo vale per qualsiasi forma d’arte. C’è chi tagliava delle tele, chi per dipingere lanciava schizzi di vernice apparentemente a casaccio, chi inscatolava sterco umano, sicuramente sono espressioni artistiche che hanno trasmesso emozioni e lasciato il segno molto più di altri artisti con una tecnica straordinaria, ma che non avevano la stessa forza nel loro messaggio. Anche nella musica funziona così. La musica punk non sarebbe mai esistita se si fosse pensato solamente alle doti tecniche. Anzi nacque proprio con il concetto che tutti possono fare musica ed esprimere la propria rabbia o i propri sentimenti anche se non si è capaci di suonare. Quindi le classifiche se legate al puro tecnicismo lasciano il tempo che trovano. I Nirvana fondamentalmente erano un gruppo punk. Cobain non sarà stato sicuramente tecnicamente parlando un virtuoso, ma sicuramente il suo modo di esprimersi ha raggiunto ed emozionato milioni di persone, lasciando un segno indelebile nella storia della musica. Kurt ruppe gli schemi e come sempre accade arrivò la persona giusta al momento giusto che con la sua musica diede una sferzata alla scena rock. Il successo dei Nirvana fu la fortuna di un intero movimento musicale e non parlo solo della scena di Seattle ma di tutta la scena alternativa rock/punk degli anni 80 ed a sua volta diede un bel colpo alla scena metal Los Angelina. Insomma, ridurre la bravura di Cobain al solo tecnicismo la trovo una cosa da ottusi, ma ovviamente questo non significa che un artista debba piacere per forza a tutti, specialmente se è un artista che ha diviso”.

Si parla ancora molto della diffusione delle immagini relative al corpo senza vita di Kurt. La figlia e la moglie si oppongono a tutte le richieste di visionare tali foto, sostenendo che coloro che credono che dietro la morte di Kurt ci sia un omicidio, siano solo dei complottisti. Voi che ne pensate?
Angelo Barraco (Sappy): “Credo che in questa vicenda vi siano molte zone d’ombra che meritavano di essere certamente approfondite all’epoca dei fatti e che forse, oggi, risultano definitivamente compromesse”.

Kurt74: “Oltre alle foto risulta dai documenti della polizia anche un video. Diffondere tali materiali sarebbe gratuitamente macabro ed inutile. Se la polizia vuole riaprire il caso può farlo senza che questo debba per forza comportare il rilascio pubblico di tali reperti”.

Luigi Moscatello (Luigionio): “I presupposti per un omicidio ci sono, i presupposti per un suicidio pure. L’unica certezza è che quel 5 aprile 1994 è finita un’era nata proprio con i Nirvana. Che si pensi positivo o negativo su Cobain, non si può negare l’importanza di questo personaggio che è riuscito a risvegliare il mondo, e non parlo della sola musica”.

The Beatter: “Si è scritto e detto qualsiasi cosa su quello che è accaduto in quei giorni a Seattle. Certo è che nessuno avrà la certezza assoluta di quello che in realtà sia accaduto. Ci sono tantissime cose che non tornano in quello che ci hanno raccontato, purtroppo non potrà cambiare mai il tragico risultato”.

Dave Grohl è l’ex Nirvana che come musicista ha avuto più successo. Che ne pensate della sua carriera con i Foo Fighters?
Angelo Barraco (Sappy): “Ha dimostrato di essere un ottimo musicista. Penso che la sua carriera sia il frutto di un lavoro professionale e personale molto intenso, anche a seguito di quanto accaduto a Cobain. Certamente è un successo meritato”.

Kurt74: “Troppo americano, troppo lontano dal carattere e dalla fragilita’ di Kurt, non tutti i fans dei Nirvana hanno poi seguito la strada di Dave. Sicuramente era più vicino al suo vero essere Novoselic, ma i suoi tentativi musicali sono andati male”.

Luigi Moscatello (Luigionio): “Trovo che i Foo Fighters siano stati una gran bella consolazione per molti fan rimasti orfani dei Nirvana. Nonostante continui a seguirli e ad apprezzarli, non posso non riconoscere che sia una band rilassata sui successi del passato”.

The Beatter: “Quando uscì il primo disco dei FF lo ascoltai con entusiasmo e lo apprezzai tantissimo. Secondo me i FF persero subito l’anima ‘alternativa’ e gli album sono diventati sempre più dischi di rock ‘radiofonico americano’. Ammiro molto come musicista Dave Grohl, ma credo che sia riconosciuto da tutti come un grande artista. Eccezionale batterista, musicista completo ed ora anche un ottimo cantante grazie ad un grande sforzo professionale per arrivare a livelli altissimi (nei primi anni di vita dei FF le performance vocali di Grohl non erano sicuramente eccelse). Ogni cosa che si mette a fare gli riesce incredibilmente bene. Sono convinto che abbia fatto un patto col Diavolo! Novoselic sicuramente è una persona molto più simile a Cobain, ma credo che abbia meno doti creative rispetto ai suoi due ex compagni di band”.

Un’ultima domanda per concludere. Quali sono i progetti di Nirvana Italia per il 2018?
Angelo Barraco (Sappy): NirvanaItalia è una squadra composta da quattro persone che quotidianamente si impegna nella fruizione della musica della band di Seattle. Abbiamo tante sorprese per il nuovo anno per i nostri lettori…ma si tratta di una sorpresa e non possiamo anticiparvi nulla!”.

Luigi Moscatello (Luigionio): “La voglia di raccontare e ricordare Kurt, i Nirvana e loro musica è ancora tanta, e gli utenti che continuano a seguirci, sia sul forum che sui social, sono la dimostrazione che c’è ancora un forte interesse legato alla band. Questo non può fare altro che invogliarci a tenere legati, tramite il nostro forum NirvanaItalia.it, tutti coloro che ancora oggi hanno fame di vedere, leggere e sentire cose nuove sulla band di Cobain & Co”.

The Beatter: “Continueremo a cercare di offrire un “luogo” dove i fans dei Nirvana possono incontrarsi e scambiare opinioni. Mi accodo a Kurt74 nel ringraziare i miei compagni e Rixx, una forza della natura con una indescrivibile passione per i Nirvana”.

Kurt74: “Vorrei ringraziare tutti i fans dei Nirvana che seguono NI ed in particolare ringraziare Angelo, Luigi, Steve e infine Rixx uno dei maggiori esperti dei Nirvana che abbiamo in Italia e sempre presente sul forum. Vi aspettiamo tutti su www.nirvanaitalia.it”.

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