BUON COMPLEANNO a FABRIZIO DE ANDRE’, un intellettuale senza tempo

Buon compleanno a Fabrizio De Andrè, che oggi, 18 febbraio, avrebbe compiuto 78 anni.
Ma chi era davvero il cantautore genovese che ha rivoluzionato per sempre la musica italiana?
Per spiegare la personalità di De Andrè, per gli amici ‘Faber’ (a causa del suo amore per i pastelli Faber Castell) ciò che occorre fare è soffermarsi sui testi delle sue canzoni, che spesso sono delle vere e proprie poesie con un sottofondo musicale.

Anarchico e pacifista De Andrè con la sua musica ha permesso una vera e propria riscoperta dell’italianità, mediante il racconto di storie tutte nostrane, narrando vicende delle vie di Genova, come in ‘Via del Campo’, senza dimenticare realtà come il carcere di Poggio Reale, con la ballata ‘Don Raffaè’.
Una scelta stilistica di De Andrè fu proprio quella di far sposare musica e dialetto, quest’ultimo veniva infatti utilizzato da Faber come strumento per descrivere determinate realtà proprio dal loro interno, con gli occhi di un osservatore partecipante.

De Andrè è stato inoltre uno dei capostipiti del progettare i dischi come un insieme di racconti, dove ogni canzone realizza un pezzo di un mosaico, che nel suo complesso va costruire una storia più grande, l’album, appunto. E’ il caso di dischi come ‘Storia di un impiegato’ e ‘La buona novella’.

Tantissimi i temi trattati nelle sue canzoni: dalla prostituzione, con ‘La canzone di Marinella’ e ‘Bocca di rosa’ al mondo dei transgender e dei Rom, con ‘Prinçesa’ ‘Khorakhanè’ (A forza di essere vento). E ancora, il dramma della guerra con ‘La guerra di Piero’, passando per una delle piaghe di quegli anni, il terrorismo, con il brano ‘Il bombarolo’ e la canzone ‘Una storia sbagliata’, volta a non dimenticare il controverso omicidio di Pasolini, fino all’accenno di racconto del rapimento subìto da lui e dalla moglie nel 1979, con i brani ‘Franziska‘ e ‘Hotel Supramonte’.
E infinite canzoni volte a raccontare l’amore in tutte le sue sfumature con brani come ‘Verranno a chiederti del nostro amore’, ‘Amore che vieni, amore che vai’ e ‘La ballata dell’amore cieco’. Ma anche nelle canzoni d’amore, in apparenza le più leggere per tematiche, Faber celava sempre uno spaccato di contemporaneità, come nel caso di ‘Dolcenera’, dove di sfondo alla storia d’amore c’è la violenta alluvione che ha colpito Genova nel 1970.

Moltissime poi le collaborazioni illustri di De Andrè durante la sua carriera, tra cui quelle con Nicola Piovani, Ivano Fossati, Francesco De Gregori e Mauro Pagani, e lo storico sodalizio con la Premiata Forneria Marconi.

De Andrè fu costretto a interrompere i concerti nell’agosto del 1998, quando a seguito di forti dolori al torace scoprì di avere un carcinoma polmonare, ma nonostante la malattia continuò a lavorare a ‘Notturni‘, un disco che non riuscì mai a completare.
Morì l’11 gennaio 1999, un mese prima di compiere 59 anni. Oltre diecimila persone parteciparono commosse al suo funerale per salutare un uomo che con il suo stile compositivo pungente e provocatorio, aveva portato alta la bandiera dell’italianità, tanto che la scrittrice Fernanda Pivano in occasione del suo funerale aveva dichiarato: “Non doveva andarsene, non doveva. È stato il più grande poeta che abbiamo mai avuto”
Un intellettuale fuori dagli schemi, dotato di un acume e di una sensibilità fuori dal tempo, che proseguiva sempre ‘In direzione ostinata e contraria’.

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