Leggendaria e raffinata chitarra dei PINK FLOYD: Buon Compleanno DAVID GILMOUR

Per sei mesi non presi neanche un’iniziativa. Cominciavo a sentirmi un po’ depresso“. E ancora: “Non avevo mai scritto niente prima. Andavo in studio e incominciavo a blaterare di parti e brani da appiccicare insieme. Un giorno chiamai Roger e gli chiesi di scrivermi delle parole. ‘No’ fu tutto quello che mi rispose”. No, gli inizi di David Gilmour con i Pink Floyd non furono dei più promettenti. Non ci fu forse la scintilla, non partì il classico ‘amore a prima vista’. Tutt’altro, visto che all’inizio “ho contribuito per quel poco che potevo. Ero onestamente un po’ ai margini. Non mi sentivo un membro del gruppo a pieno titolo, il mio apporto fu per forza limitato“. Chissà, forse avesse avuto meno costanza, se avesse deciso in qualche modo di provare un’altra esperienza che desse magari più soddisfazione, se Gilmour avesse deciso di lasciare da subito i Pink Floyd, ci saremmo persi una delle più grandi rock band di sempre, sicuramente la più influente della storia della musica.


Cantante, produttore, polistrumentista ma soprattutto uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi, David Jon Gilmour festeggia oggi 72 anni. Nato a Cambridge il 6 marzo del 1946, la rivista Rolling Stone  lo inserisce al 14esimo posto nella lista dei migliori chitarristi di sempre. Da giovane frequentò la Perse School e conobbe il futuro chitarrista e cantante dei Pink Floyd, Syd Barrett, che frequentò la Cambridgeshire High School for Boys; le due scuole si trovavano sulla stessa via. Studiò lingue moderne a livello avanzato e, insieme a Barrett, imparò a suonare la chitarra approfittando del tempo concesso agli studenti per pranzare.

Complici i problemi di salute di Barrett, nel 1967 viene avvicinato da Nick Mason che lo vuole nei neonati Pink Floyd, portando così a cinque il numero dei membri della band. Che tornano 4 nel 1968, quando Barrett viene definitivamente allontanato.

E’ il 12 gennaio del 1968, all’University of Aston, Aston Triangle, a Birmingham in Inghilterra che Gilmour prende parte al primo show dei Pink Floyd. E’ invece il 27 gennaio sempre del 1968 che la rivista Melody Maker, per prima, annuncia che Gilmour era entrato a far parte dei Pink Floyd, i cui membri erano appunto saliti a cinque. E proprio dopo cinque concerti di prova, si decide per l’allontamento di Barrett, sostituito da Gilmour. E’ il 20 gennaio del 1968 quando i Pink suonano per l’ultima volta con colui che aveva dato vita ad una sua folle, geniale intuizione, ovvero la band forse più influente della storia della musica.

Straordinario chitarrista, Gilmour pian piano riuscirà a dare il suo apporto al gruppo: le sue melodie, i suoi assoli, da Shine On You Crazy Diamond a Wish You Were Here, da Comfortably Numb ad Another Brick In The Wall, One Of These Days e via discorrendo, diventano uno dei tratti distintivi della musica dei Pink Floyd.

Via Barrett, è Waters a prendere in mano la leadership del gruppo. Ma allo stesso tempo il rapporto con l’altra personalità forte, appunto Gilmour, si deteriora sempre di più, raggiungendo il picco durante le riprese del film The Wall e poi durante la registrazione di The Final Cut, l’ultimo album con Waters ancora nella band.

 

 

 

Nel 1978 Gilmour registra ‘David Gilmour’, l’omonimo primo album da solista. Proprio per quanto riguarda la carriera da solista, è sicuramente stato il più attivo del gruppo.

Come solista ha inciso 4 album, l’ultimo Rattle That Lock nel 2015. Con i Pink Floyd, invece, ben 14: da A Saucerful of Secrets del 1968, fino a  The Endless River del 2014.

 

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