44 anni di ‘Queen II’, secondo album dei QUEEN

Ricorre oggi l’anniversario dell’album ‘Queen II‘, secondo disco dei Queen uscito l’8 marzo 1974 nel Regno Unito.

L’album inciso ai Trident Studios di Soho, a Londra, nell’agosto del ’73 è noto soprattutto per essere un vero e proprio ibrido, con delle punte di metal e rock psichedelico.
Lo stesso Brian May, chitarrista dei Queen a proposito del disco ha dichiarato“Probabilmente ci sono elementi che richiamano i Led Zeppelin e i The Who perchè erano fra i nostri gruppi preferiti. Ma la cosa che ci distingueva da tutti gli altri erano questi suoni sovraincisi su più strati musicali. La sequenza introduttiva di apertura con la chitarra era una prerogativa dei The Who e ce n’è un po’ in ‘Father To Son’, ma il nostro suono è maggiormente basato sulla chitarra distorta, che è utilizzata nel blocco principale della canzone. Volevo anche costruire dei ricami dietro la melodia portante”.
L’album nel suo essere così innovativo è stato osteggiato da alcune grandi riviste specializzate, come Rolling Stone, che lo ha definito: “Un’imitazione poco saggia che si potesse prendere dai Genesis e dagli Yes, una cosa priva di originalità”.

Critiche a parte, il disco è giocato tutto sull’opposizione di bianco e nero e luci e ombre, visibile già a partire dalla copertina del disco, dove su uno sfondo nero è possibile scorgere solo i volti dei quattro musicisti.
La dicotomia bianco e nero prosegue anche nella suddivisione in due parti del disco: ‘Black Side’ e ‘White Side’. Nel lato nero, composto da Freddie Mercury troviamo un altro riferimento al nero, con il brano ‘The March of the Black Queen’, mentre nel lato bianco, con testi e musiche a cura di Brian May, il brano ‘White Queen (As It Began)’.

E’ stata la stessa a band a rivelare che la dicotomia bianco e nero non fosse altro che il riflesso del carattere dei musicisti: mentre Mercury immagina una regina nera, descritta come “volgare, ingannatrice e meschina”, May racconta di una regina bianca docile e sofferente.

 

La copertina del disco raffigura inoltre Freddie Mercury in posa come Marlene Dietrich nel film ‘Shangay Express’ del 1932.

 

 

Ecco tutte le canzoni dell’album e la divisione nei due lati:

White side (Testi e musiche di Brian May, eccetto ‘The Loser in the End’, composta da Roger Taylor).
  1. Procession
  2. Father to Son
  3. White Queen (As It Began)
  4. Some Day One Day
  5. The Loser in the End
Black side (Testi e musiche di Freddie Mercury).
  1. Ogre Battle
  2. The Fairy Feller’s Master
  3. Nevermore
  4. The March of the Black Queen
  5. Funny How Love Is
  6. Seven Seas of Rhye

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