Charlie & Ben: Quando John Lee Hooker ci disse…

Nati sotto il segno di John Lee Hooker: “Ci disse ‘Voi due dovreste suonare assieme più spesso'”. Ed aveva ragione. Perché Charlie Musselwhite e Ben Harper, un armonicista incredibile e un chitarrista di grande talento, sono oggi al secondo album assieme e promettono di fare felici fan e semplici appassionati di musica.

Intervistati dal mensile Buscadero, i due artisti ripercorrono il periodo che va dal loro primo incontro fino a toccare argomenti attuali e anche futuri: “E’ iniziato tutto quando abbiamo suonato assieme a John Lee Hooker- raccontano in una intervista doppia- E’ lui che ci ha detto ‘Voi due dovreste suonare assieme più spesso'”. Continua Charlie: “Ci siamo incontrati all’inizio degli Anni 90”, ha ricordato. Ben, invece ha spiegato che dopo essersi incontrati una prima volta, “qualche anno dopo John Lee ci ha chiamato per registrare Burning Hell This is the whole story”.

Una proposta non raccolta subito da entrambi: “Al momento non ci abbiamo pensato- ricordano- Non ci è passato neanche per la testa ma poi visto che ci siamo incontrati alcune volte sia personale che per il piacere di stare assieme abbiamo cominciato a maturare l’idea di fare un disco assieme. Ma ognuno di noi era sempre occupato con la propria carriera, fino a che non abbiamo trovato il momento giusto per andare in studio”.

Da qui l’uscita del primo album, quel ‘Get Up’ che “ci ha messo 12 anni per diventare un progetto reale. Oggi siamo maturati rispetto al primo disco. Abbiamo passato parecchio tempo on the road ” e  “quindi abbiamo imparato a conoscerci meglio ed a capirci. Abbiamo suonato assieme, vissuto assieme, siamo stati on the road e lungo tempo assieme: questo ci ha uniti, sia a livello musicale che a livello spirituale. E la musica è cresciuta assieme a noi”. ‘No Mercy in This Land’ è il secondo album del duo: “Quando siamo tornati in studio, ci conoscevamo molto meglio ed è stato assolutamente naturale fare un altro disco- continua Charlie- Dovevamo farlo perché lo sentivamo dentro, perché le avevamo preparato saranno assieme dal vivo, conoscendoci meglio, sera dopo sera. Ed il risultato è più soddisfacente, almeno a nostro parere. Il disco è più unitario”.

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