La morte di KURT COBAIN raccontata dai membri di NIRVANA ITALIA

Il 5 aprile 1994 si è spento Kurt Cobain. A 24 anni dalla sua morte lo staff di Nirvana Italia ci racconta di quella giornata drammatica, di come da giovani fan dei Nirvana fu devastante apprendere della morte di Cobain. 

Kurt74: “Aiutavo mio padre in negozio, lui comprava sempre “Il Mattino” e vidi la notizia, quindi non parliamo del 5 Aprile ma della copia del 9 aprile, visto che il corpo fu ritrovato l’8 aprile.
Ricordo la foto famosa, quella dove si vede la sua gamba, che ricopriva quasi mezza pagina, a lato un altro articolo con la foto di Hendrix dove parlava del maledetto “Club 27”.
Fu una notizia scioccante, ero stato pochi mesi prima alla seconda data del concerto di Milano, poi ci fu il ricovero a Roma (Cobain il 2 marzo arrivò a Roma con la famiglia in vacanza, durante la notte assunse 50 pasticche di Rohypnol mischiate a champagne e fu portato immediatamente al Policlinico Umberto I ‘ ndr), ma non si era certi se fosse stato un tentativo di suicidio o un’overdose, quindi non mi aspettavo l’irreparabile.
I giorni seguenti continuarono gli articoli di giornale che ho conservato e che sono pubblicati su www.nirvanaItalia.it”

The Beatter: “La notizia mi arrivò sul posto di lavoro, un mio collega, ‘fratello di musica’, mi telefonò. Marco mi disse appunto che Cobain si era suicidato. Rimasi pietrificato alla notizia ma allo stesso tempo anche poco sorpreso. Tutti avevamo la sensazione che dopo i fatti di Roma tutto sarebbe potuto degenerare da un momento all’altro. Internet e i telefonini erano ancora cosa per pochi e le notizie viaggiavano molto sul passaparola. Ben presto però tutti i telegiornali e i quotidiani spesero parole per il suicido della popolare Rockstar, la classica ‘gustosa’ macabra  notizia, perfetta! I fatti come andarono in realtà non lo sappiamo neppure ora e sicuramente i social network avrebbero certamente generato in me un senso di disgusto verso l’ipocrisia umana come sempre accade quando muore qualcuno, specie in tragiche situazioni”.

Angelo Barraco (Sappy): “Non ho ricordi nitidi in merito a quel tragico 5 aprile 1994, ero piccolo e il mondo attorno a me era tutto un divenire. Ricordo perfettamente il caldo torrido di quei giorni, le musicassette che continuamente introducevo all’interno di un mangianastri nero petrolio che ascoltavo per giornate intere, i gatti che mi gironzolavano intorno e i nastri dei Litfiba che mio cugino mi passava. Ricordo le compilation ricche di brani e immaginavo megaconcerti con tutte quelle band di vario genere che si alternavano questo palco immaginario, ‘Smells like teen spirt’ era uno di quei brani che macchiava il nastro grigio e impolverato insieme a tutto quel pop tipico di quegli anni e ricordo che ne rimanevo letteralmente stregato. Quando mi fu comunicato della morte di questo cantante ci rimari molto male, soprattutto quando iniziai ad acquisire consapevolezza e maturità e proprio li decisi di immergermi in un mondo fatto ancora di dubbi, suggestioni e domande che forse non troveranno mai una risposta”.

Luigi Moscatello (Luigionio): “Dei miei coetanei ero tra i pochissimi a conoscere e ascoltare i Nirvana. Li ho conosciuti ancora in attività grazie alle cassette portate a casa da mio fratello maggiore. All’epoca del suicidio frequentavo le elementari, il quarto anno di preciso. Tornato a casa da scuola, mi accingo a sedermi a tavola per pranzare con i miei. La tv è accesa a pochi metri da me quando parte la squillante sigla del tg. Tra i vari annunci spicca il nome ‘Kurt Cobain’. Mi fermo un secondo a pensare: “Cavolo, stanno parlando di Kurt in tv!”, poi proseguendo focalizzo che la notizia e tutt’altro che piacevole e che da quel giorno avrei ascoltato i Nirvana in maniera differente. Vado in camera, guardo i poster e tutto era diverso. Certo, ero ancora troppo piccolo e poco consapevole di quello che realmente accadde quel giorno. Non sapevo praticamente nulla della sua vita privata e non potevo mai immaginare una fine del genere. Per me era solo una rockstar che suonava nella band di cui mi stavo innamorando, infatti non fu tanto la notizia del suicidio a sconvolgermi, ma la sua morte in sé. Crescendo ho poi capito che Kurt aveva molti demoni da combattere che alla fine lo hanno sconfitto”.

24 anni fa l’addio a Kurt: leggi qui

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