PINK FLOYD, la mostra chiude a maggio: è flop o è ‘colpa’ della Germania?

La notizia ha lasciato molti abbastanza perplessi: la mostra dedicata ai Pink Floyd, in corso al Macro di via Nizza a Roma, chiude il 20 maggio prossimo. Iniziata il 19 gennaio, era circolato ufficiosamente l’1 luglio quale giorno di chiusura, anche se una data ufficiale effettivamente non era mai stata resa nota.

Dietro la motivazione di questo decisione ci sarebbe il trasloco in Germania della mostra, una data sembra spuntata un po’ all’improvviso e che avrebbe per questo convinto gli organizzatori a chiudere l’esposizione italiana il 20 maggio. Sembra addirittura, secondo quanto appreso dall’agenzia di stampa Dire, che la mostra avrebbe dovuto chiudere il 1 maggio e che l’1 luglio fosse una data considerata fin dall’inizio non veritiera.

Ma, ipotesi più verosimile, sarebbe stato lo scarso successo della mostra, praticamente un flop, ad aver spinto gli organizzatori a chiudere anzitempo. Come testimoniato da diverse persone che la mostra l’hanno visitata, infatti, durante la settimana ci sarebbe una affluenza bassissima al museo di via Nizza.

A Londra, nel 2017, andarono 400mila persone, per quanto riguarda Roma probabilmente siamo molto, troppo lontani. C’è chi imputa al costo del biglietto, 18 euro, uno dei motivi per cui poca gente sarebbe andata a vedere questa mostra sui 50 anni della più influente band della storia della musica. Perplessi i fan: molti sono rimasti sorpresi, convinti che la mostra sarebbe dovuta finire a luglio.

Interpellato sempre dalla Dire, il vicesindaco di Roma Luca Bergamo, uno dei più convinti ed entusiasti per l’arrivo della mostra a Roma, non ha affatto confermato la notizia della chiusura, anzi: ““La chiusura anticipata della mostra dei Pink Floyd non e’ un dato. Nel senso che non c’e’ nessuna decisione presa a riguardo”, le sue parole. E non solo.

(LEGGI QUI PER IL SERVIZIO INTEGRALE DELL’AGENZIA DIRE SULLA VICENDA DELLA MOSTRA SUI PINK FLOYD)
 

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