ROGER WATERS: La mostra sui PINK FLOYD esperienza immersiva

Il ritorno in Italia con il nuovo album, Is This the Life We Really Want?; il concerto al Piper Club di Roma (che non ricorda affatto). E poi Trump, Google e Facebook. E non solo.

Roger Waters, in occasione della presentazione della mostra dedicata ai Pink Floyd, in corso a Roma al Macro di via Nizza, si è raccontato così a VH1, intervistato dal direttore Luca De Gennaro. L’intervista, il testo, è stata anticipata dal mensile Rolling Stones, mentre in una imperdibile serata dedicata ai Pink Floyd, il 15 aprile, andrà in onda DALLE 21.10, appunto su VH1, dopo il film The Wall.

Alla domanda se il pubblico sia sbalordito dal contenuto, ha risposto: “Credo di sì. Molti si commuovono, a volte anche in maniera esagerata, e credo che succeda perché lo show rappresenta tutte le cose a cui sono sempre stato interessato. Per esempio l’amore”. E ancora, a proposito della mostra sui Pink Floyd, l’ha definita “un’esperienza immersiva” e “capisco perché ha avuto grande successo a Londra e penso che avrà successo anche qui”.

E poi: ” Zuckerberg è un idiota. È un miliardario, ma è un idiota. Non capisce niente”.

Il 18 e 19 aprile prossimo ricorreranno 50 anni dai 4 concerti che i Pink tennero al Piper Club, in via Tagliamento a Roma. A tal proposito Waters, interpellato, ha rivelato di non ricordare nulla di quei live: “Niente! Proprio oggi ho chiesto: “In che mese abbiamo suonato a Roma?”, mi hanno detto: “In aprile”. Quindi era prima che entrasse David Gilmour nella band. Lavoravamo professionalmente come musicisti solo da un anno. Probabilmente nell’aprile del 1968 c’era ancora Syd Barrett, che però era ormai in quel momento del suo malessere in cui non era più in grado di comunicare con nessuno.

CLICCA QUI PER LEGGERE L’INTERVISTA A WATERS, RILANCIATA SU ROLLING STONE

 

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