VASCO su VANITY FAIR: “La beneficenza si fa stando zitti”

Tanti i temi affrontati da Vasco in un’intervista pubblicata nell’ultimo numero Vanity Fair, acquistabile in edicola da oggi fino al 1 maggio.

Vasco ci ha tenuto a spiegare perché durante la sua carriera si sia sempre rifiutato di fare collaborazioni per beneficenza: “Non sono tipo da duetti e terzetti. Ho sempre avuto la sensazione che quelli che si mettono insieme è perché non sanno bene che cosa fare. Cantare una canzone metà io e metà te va bene per i bambini dell’asilo- aggiunge il Komandante- ci mettiamo il grembiulino, ci teniamo per mano e cantiamo la canzoncina. Secondo me la beneficenza è una di quelle cose che fai aprendo il portafoglio e magari stai anche zitto, sennò non si capisce dove finisce il vantaggio per chi la fa e dove comincia la beneficenza. Per questo al povero Pavarotti ho sempre detto di no”. 

Vasco ha inoltre affermato che questa è la stessa ragione per cui ha sempre rifiutato di giocare con la nazionale dei cantanti, in occasione delle partite di beneficenza:Per lo stesso motivo non sono neppure mai andato a giocare nella nazionale cantanti. Intanto non chiamatela nazionale cantanti, ma squadra di cantanti”.


Copertina di Vanity Fair

Il rocker di Zocca ha voluto dire la sua anche su un tema di grande attualità, quello dell’hate speech e del linguaggio aggressivo usato sui social network: Perché le parole sono importanti. E, invece, la gente le usa come viene. Come quelli che dicono che democrazia è poter scrivere sui social che sei uno str…o. Non è così. E, poi, la tua opinione la puoi esprimere con il tuo nome e cognome, non usando un nickname”.

Blasco ha parlato anche di Modena Park, spiegando che fin da subito sapeva che Modena non sarebbe stata il suo canto del cigno:“Non avevo in mente che fosse l’ultimo concerto, non sono uno che programma. In realtà lo considero non so se un momento di arrivo o di ripartenza, diciamo uno spartiacque. Dopo Modena Park mi sento libero e tranquillo di poter fare quello che mi pare. Mi voglio divertire e finché la gente, il mio popolo, si diverte io sono pronto a salire sul palco tutti gli anni. Vado fuori e canto le mie canzoni – 24, 30 per volta – e siccome ne ho tante ne rimangono sempre fuori un sacco che mi piacerebbe suonare. Ogni anno c’è Pasqua, la primavera, e da quest’anno, a giugno, ci sono i concerti di Vasco. Questo è lo spirito, capito?“.

Il Komandante ha dato anche alcune anticipazioni sul tour VascoNonStopLive 2018, che partirà da Lignano Sabbiadoro (Udine) il 27 maggio, continuerà poi a Torino l’1 e 2 giugno, a Padova il 6 e 7 giugno, a Roma 11 e 12 giugno, a Bari 16 e 17 giugno e terminerà a Messina il 21 giugno. (Leggi anche VascoNonStopLive 2018, dal 26 aprile in vendita l’ultimo blocco di biglietti).

“Abbiamo riarrangiato alcuni pezzi vecchi, degli Anni 80– spiega Vasco– Modena Park è stata un po’ una seduta psicanalitica, nel senso che mi sono ritrovato a cantare canzoni che ho scritto 35/40 anni fa e che non facevo più da un sacco di anni. Apriamo con Cosa succede in città. È una canzone che ho scritto nel 1985, ma che e’ ancora molto attuale. Pensiamo alla situazione che stiamo vivendo proprio adesso: la confusione, per esempio, ce n’e’ davvero un bel po’ in giro e anche di cose che non vanno. E, poi, secondo me, si capisce subito che ci parliamo chiaro. Ci sono almeno un paio di canzoni che non facevo da un pezzo”.

 

 

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