Improvvisazione e genialità: 73 anni fa nasceva Keith Jarrett

La sua improvvisazione pianistica lo ha reso uno dei migliori pianisti di tutti i tempi. Festeggia 73 anni Keith Jarrett, straordinario pianista, ma anche clavicembalista e compositore statunitense.

Nato ad Allentown l’8 maggio del 1945, ha iniziato la sua carriera con Art Blakey, Charles Lloyd e, soprattutto, Miles Davis. Il successo arriva presto, fin dai primi anni settanta, nel jazz e nella musica classica, come capo formazione e come solista. La sua tecnica d’improvvisazione pianistica abbraccia, oltre al jazz, diversi generi musicali: in particolare, musica classica, gospel, blues e musica etnica. Ad oggi, è considerato uno dei migliori improvvisatori della storia del jazz, ed uno dei pianisti di maggior successo nella storia del jazz.

Originario dell’Ungheria, Keith è il maggiore di cinque fratelli. In famiglia, sin da piccolo, respira aria di musica. La nonna paterna suona il pianoforte ed una zia lo insegna, mentre il padre, che a causa della Grande depressione non è riuscito ad avere una buona educazione musicale, è ugualmente un grande appassionato. La madre, dal canto suo, fin da piccola ha studiato musica ed ha avuto modo di cantare in alcuni cori locali. Keith Jarrett inizia a prendere lezioni di pianoforte all’età di tre anni, svolgendo studi classici e venendo incluso in varie esibizioni all’Academy of Music di Filadelfia e al Madison Square Garden e si esibisce nel primo concerto a nove, suonando una composizione di Johann Sebastian Bach. Dai dodici anni in poi suona come professionista e dai quindici intraprende studi di composizione.

Keith Jarrett

E’ agli inizi degli Anni 70 che la carriera di Jarrett è ad una svolta: gli fu infatti proposto di entrare a far parte del gruppo di Miles Davis, dopo che quest’ultimo lo ascoltò in un club di New York. Durante la militanza nel gruppo di Davis, Jarrett suonò il piano elettrico e l’organo elettrico, in alternanza con Chick Corea e dopo l’uscita di quest’ultimo, suonò entrambi gli strumenti contemporaneamente.

Jarrett ha inciso nel 1967 il suo primo album in studio, il primo di una lunghissima serie, in tutto ben 74, mentre i live sono 15. Tra questi, spicca decisamente The Koln Concert,  un’improvvisazione solista eseguita all’Opera di Colonia nel 1975. È considerato il più famoso album di jazz solo, con 3 milioni e mezzo di copie vendute. Un critico ha definito The Köln Concert un capolavoro “che scorre con calore umano”. 


La registrazione del concerto è divisa in tre parti, che durano rispettivamente 26, 33 e 7 minuti. Originariamente il disco fu distribuito come LP, perciò la seconda parte fu divisa in ulteriori due parti, chiamate “II a” e “II b”. La terza parte, chiamata “II c”, è l’encore eseguito alla fine del concerto.

 

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