Esce ‘Live at Terrazza sul Lago’ dei MANOVALANZA – RECENSIONE

Dire qualcosa su di un disco dal vivo è sempre riduttivo. Si tratta di parlare del momento e di come lo si è ritratto, quale l’energia e quali le risposte del pubblico.

I Manovalanza con il loro ‘Live at Terrazza sul Lago’, uscito oggi, 7 maggio (Leggi anche Tour mondiale estivo per i Manovalanza) fanno una prova che convince e suonano uno Ska-Punk che ha nel suo DNA l’essere travolgente sempre e comunque, nella sua semplicità e ripetitività.

La difficoltà di trovare serate per suonare, lo scontro con il mondo discografico e non solo, il tentativo di fare una musica “sincera” e la vita vissuta sui palchi sono i temi che vanno a toccare i sei di Sansepolcro.

Quando si tratta di gruppi simili c’è sempre il rischio di non essere presi troppo sul serio neanche quando si vuole essere seri, e l’intro con il tema di Zorro mette in chiaro subito le cose.
Fa parte del gioco e il gioco regge.

Tracce come ‘Jagermeister‘, ‘Musica dell’acqua calda’, ‘Tutto contro’ e ‘Vestiti usa e getta’ arrivano dritte e rimangono in testa subito.
La carica è indiscutibile e il pubblico che si sente in sottofondo ne è la prova.

Gli immancabili fiati e gli stacchi puramente Ska tirano tutti i brani e portano avanti quella che è una buona tradizione italiana che va avanti dai tempi di Mele Marce, Banda Bassotti, Matrioska e gli altri che si sono susseguiti. (Leggi anche 35 anni di SKA, via al Festival itinerante).

Quel nome, Manovalanza, dice qualcosa che non necessariamente dovrebbe essere interpretato, ma ha a che fare con la musica e ha a che fare con la passione, con la voglia di suonare e le difficoltà che ogni musicista, ogni gruppo che abbia un’idea di musica diverso da quello massificante, si trova a dover affrontare.

“Il mondo lo voglio come piace a me 
non mi adatto alle piastrelle 
voglio un piano liscio 
senza caselle 
senza piastrelle 
caselle 
odio le mattonelle “

I versi conclusivi di ‘Mondo Liscio’ traccia che fa parte del quarto disco in studio del gruppo, Anancasmi, riassume forse tutta quella che è la spinta musicale e vitale che manda avanti il loro lavoro.

Ed è quello che è il destino del Punk, quello che lo tiene in piedi e che dovrebbe sempre gridare da ogni canzone.
Volere qualcosa di diverso e fare di tutto perché sia così, sui palchi, in studio e nelle strade.
I Manovalanza riescono a dirlo bene, riescono a spiegare quale sia la situazione di un gruppo emergente che ci sta provando e che forse ci sta anche riuscendo.

(Rom)

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