‘THE WHO’, 73 candeline per Pete Townshend: Buon Compleanno!

Settantatré candeline per il fondatore, leader e chitarrista degli Who Peter Dennis Blandford “Pete” Townshend. Al decimo posto nella classifica dei migliori chitarristi di sempre di Rolling Stone, il suo futuro non poteva che essere nel mondo della musica, che si respirava già in famiglia.

Nato a Chiswick, West London, il 19 maggio 1945, suo padre Cliff infatti suonava il sax tenore negli Squadronaires, banda della RAF, e sua madre Betty Dennis era una cantante professionista. Una zia lo incoraggiò a prendere lezioni di piano, ma ‘decisiva’ fu il film Rock Around the Clock nel 1956 che lo fece innamorare del rock’n’roll.

In futuro grande chitarrista, il suo primo “vero” strumento fu però un banjo, che suonava nei Confederates, la band traditional jazz della scuola. Nel gruppo, alla tromba, vi era anche John Entwistle e dopo che questi iniziò a suonare il basso i due entrarono in un altro complesso della scuola, The Scorpions, con Pete alla chitarra. Pete e John frequentavano entrambi la Acton County School, assieme anche a Roger Daltrey, di un anno più grande, che aveva una sua band chiamata The Detours. Roger chiese a John di entrare a far parte della band e nell’arco di sei mesi circa il nucleo originario dei The Who era fatto, dopo che John riuscì a persuadere Roger riguardo all’ingresso di Pete nel gruppo.

Nel frattempo Townshend era entrato all’Ealing Art College, dove ebbe l’occasione di nutrire il suo spirito secondo una dieta a base di performance art e blues, entrambe forti influenze; inoltre i Detours cominciano ad allargare il proprio campo passando al circuito dei pub londinesi. Con l’arrivo del batterista Keith Moon nel 1964 e dei manager Kit Lambert e Chris Stamp, The Who erano finalmente sulla carreggiata, con Pete che assunse il ruolo di leader e principale portavoce.

Fu sul campo che Pete si guadagnò i galloni di grandissimo artista e compositore. Dai primi classici singoli di tre minuti come I Can’t Explain, Substitute e My Generation, passando successivamente per le grandi opere rock quali Tommy, Lifehouse e Quadrophenia, Townshend, infatti, fu considerato come uno dei più grandi musicisti e compositori in campo rock.

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