37 anni senza Rino Gaetano, la voce ironica della musica italiana

Ironico e graffiante, una voce unica, un artista capace di anticipare i tempi. E di molti anni. Manca molto alla musica italiana Salvatore Antonio Gaetano, per tutti semplicemente Rino Gaetano, un artista unico, ma anche molto sfortunato, scomparso quasi 40 anni fa a Roma dopo un grave incidente stradale.

Rino era nato a Crotone il 29 ottobre 1950. Incredibile la serie di canzoni che lo hanno portato al successo e che ancora oggi lo ricordano come uno dei più prolifici cantautori del nostro paese.

Da “Ma il cielo è sempre più blu” a “A mano a mano” e poi ancora “Gianna“, che lo ha fatto arrivare al terzo posto edizione del Festival di Sanremo. Indimenticabile la sua esibizione sul palco sanremese.  

Con l’esecuzione di Gianna, per la prima volta a Sanremo venne pronunciata la parola “sesso”, presente nel testo della canzone. I Pandemonium entrarono inaspettatamente sul palco verso la fine della performance per cantare il coro finale della canzone, a mo’ di sketch umoristico. E poi ancora  “Aida“, un richiamo a Giuseppe Verdi, “Nuntereggae più“, “Berta filava“,

La sua carriera, ma soprattutto la sua vita si spengono violentemente il 2 giugno di 37 anni fa, verso le tre del mattino. Dopo una serata passata nei locali, stava tornando a casa da solo a bordo della sua auto quando alle 3.55, mentre percorreva via Nomentana, all’altezza dell’incrocio con via Carlo Fea, con la sua vettura invase la corsia opposta. Un camionista che sopraggiungeva nell’altro senso di marcia provò a suonare il clacson, ma l’urto con il mezzo pesante era ormai inevitabile.

La parte anteriore e il lato destro della Volvo vennero distrutti; Gaetano batté violentemente la testa contro il parabrezza, sfondandolo, mentre l’impatto del petto sul volante e il cruscotto fu violentissimo. L’autopsia rivelerà – come causa della perdita di controllo dell’auto – un possibile collasso prima dell’impatto, mentre il camionista – Antonio Torres, che presterà i primi soccorsi al cantante[60] – raccontò di aver visto Gaetano accasciarsi di lato e iniziare a sbandare per poi riaprire gli occhi solo pochi attimi prima dell’impatto.

 
Quando arrivarono i mezzi di soccorso, Gaetano era già in coma; giunto al Policlinico Umberto I furono riscontrate una frattura alla base cranica, varie ferite a livello della fronte, una frattura malare destra e una sospetta frattura allo sterno. Il policlinico non aveva però un reparto attrezzato per gli interventi d’urgenza sui craniolesi, così il medico di turno, il dottor Novelli, tentò di contattare un altro ospedale dotato di un reparto di traumatologia cranica. Vennero contattati telefonicamente il San Giovanni, il San Camillo, il CTO della Garbatella, il Policlinico Gemelli e il San Filippo Neri, ma non si riuscì a trovare un posto disponibile. Finalmente ricoverato al Gemelli, Gaetano morirà comunque alle sei del mattino

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