7 giugno, 60 anni del piccolo Prince, leggenda oltre la morte

Una leggenda, che troppo presto ci ha lasciato. Oggi, 7 giugno 1968, Prince Rogers Nelson, più semplicemente Prince, avrebbe compiuto 60 anni: era infatti nato  a Minneapolis il 7 giugno 1958.

Mette i brividi pensare che sono già 2 anni che ci ha lasciato, in un modo violento, assurdo, triste e malinconico. Perché luogo comune è pensare che un personaggio ricco, bello e famoso possa aver garantito un sereno, possibilmente posticipato il più possibile, addio a questo mondo. Evidentemente no, non è così.

Il nome Prince deriva dal nome della band dove il padre suonava, ovvero i “Prince Rogers Trio“. La vena artistica del cantante di Minneapolis (che componeva, arrangiava, produceva, cantava e suonava i suoi lavori spesso in totale autonomia) lo ha portato a produrre continuamente nuovi brani. Nel 2004 la rivista Rolling Stone lo ha inserito al 27º posto nella lista dei 100 migliori artisti, al 30 in quella dei 100 migliori cantanti di sempre e al 34 in quella dei 100 migliori chitarristi di sempre.

Il 21 aprile 2016, Prince viene trovato morto in un ascensore all’interno del complesso di Paisley Park, sua residenza situata a Chanhassen, alle porte di Minneapolis. Tra le ipotesi, “overdose accidentale da Fentanyl”, un potente antidolorifico utilizzato per il dolore neoplastico, per il dolore lombare in gravi patologie osteoartrosiche, in alcuni casi di neuropatia e di immunodeficienza acquisita. Il 19 aprile 2018, la procura della contea di Carver, in Minnesota, ha chiuso l’indagine sulla morte del cantante sancendo che non ci sono prove per determinare chi procurò all’artista gli antidolorifici oppiacei, sotto forma di Percocet contraffatto.

Dopo la sua morte, gli album di Prince hanno rapidamente venduto oltre 7 milioni di copie, rendendolo l’artista musicale con le maggiori vendite in America durante l’anno 2016.

Artisti come James Brown, Sly & the Family Stone, Earth, Wind & Fire, George Clinton e Stevie Wonder, ma anche musicisti rock come Jimi Hendrix e Frank Zappa sono i suoi punti di riferimento. La sua musica coinvolge diversi stili come funk, rock classico e pop, ma spesso si è confrontato anche con il rap e il rock sinfonico, producendo un crossover musicale molto apprezzato da fan e critici. Altre influenze esercitate sul musicista includono il dance rock, la disco music e la musica psichedelica, che ispirò alcune tracce quali Let’s Go Crazy da Purple Rain.

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