Compositore e pianista innovatore, Buon Compleanno a Jon Lord

Come la chitarra di Jimi Hendrix, la batteria di John Bonham o il basso di Jaco Pastorius. L’organo hammond di Jonathan Douglas Lord, per gli appassionati di musica, di rock, semplicemente Jon Lord, è un passaggio fondamentale per chi ama, si appassiona, si emoziona ascoltando la musica. Dai Deep Purple ai Whitesnake, al blues del progetto ‘Live at the Basement’ con la Hoochie Coochie Man dell’ex Rainbow, Black Sabbath Ozzy Osbourne e Uriah Heep Bob Daisley, la tastiera di Lord ha indiscutibilmente lasciato un passaggio fondamentale per la musica internazionale.

Jonathan Douglas Lord, nato a Leicester il 9 giugno 1941, avrebbe oggi 77 anni. Compositore, pianista e organista britannico, tra i tastieristi più famosi ed influenti della storia del rock, fondatore e membro dei Deep Purple, fu un grande innovatore dell’organo hammond di cui è stato uno dei più famosi utilizzatori, riuscendo a rendere il suo suono ruggente e adatto al sound hard rock. Fu anche membro della band Whitesnake.
Tra il 1952 ed il 1958 frequentò la Wyggeston Grammar school di Leicester: fu in questo periodo che Lord conobbe il rock ‘n’ roll e l’R&B, vedendo esibirsi al De Montfort Hall di Leicester artisti come Jerry Lee Lewis e Buddy Holly, ma la scoperta dell’organo Hammond, avvenuta grazie all’ascolto di organisti jazz come Jimmy Smith, lo segnò per il resto della sua vita.
Formò una nuova band  verso il 1967, e coinvolse anche il chitarrista Ritchie Blackmore, dando così il via al primo nucleo originario dei Deep Purple.  Jon Lord nei Deep Purple rivelò il proprio stile. Ignorando l’uscita del sintetizzatore Moog, preferì utilizzare il suo strumento prediletto, l’organo Hammond, cercando di rendere il suo suono sufficientemente duro da poter assomigliare ad una chitarra elettrica. È curioso l’utilizzo dell’amplificatore “per chitarra” Marshall da parte di Jon Lord, che utilizzava per amplificare il proprio Hammond, rendendo il sound dei Deep Purple unico al mondo. I tastieristi Keith Emerson e Rick Wakeman espressero entrambi la loro ammirazione nei confronti di Jon Lord per la geniale quanto semplice intuizione. Oltre all’inseparabile organo, Lord apprezzava molto il suono di tastiere come il Rhodes ed il clavicembalo, prova lampante del suo stile, una miscela di erudizioni da pianista e organista classico (notevoli in proposito le influenze da Beethoven alla musica organistica di Bach) con ben più energiche esecuzioni all’organo Hammond in chiave blues e rock.
Decisamente si distinse anche per delle doti compositive di grande valore, oltre ad essere stato il principale fautore del Concerto for Group and Orchestra (l’intera partitura fu scritta dallo stesso Lord e, si vocifera, che le partiture per l’orchestra fossero state scritte dal tastierista la notte prima del debutto), Lord è accreditato come autore in alcuni dei pezzi più famosi dei Deep Purple, oltre ad essere il compositore del riff principale di Child in Time, un classico della band. Indimenticabile l’intro di Lazy.
 
Nei Deep Purple suonò dal 1968 al 1975 nelle classiche formazioni MK I, II, III, IV e su tutti e dodici gli album da studio e live. Esegue anche progetti paralleli che lo portarono a realizzare The Gemini Suite, Windows (1974) e Sarabande (1976). I migliori momenti nella band possono essere considerati per intero gli album In Rock (1970) e Machine Head (1972), il live Made in Japan (1972), l’assolo su Rat Bat Blue dall’album Who Do We Think We Are (1973). Come già sopraccitato, Lord cedette raramente alle avances dei sintetizzatori, spesso limitando il loro utilizzo al Ring Modulator unito all’Hammond, per dare all’organo il caratteristico suono “da battaglia spaziale” che ben possiamo ascoltare su Made in Japan. Notevole è anche l’utilizzo del synth ARP Odyssey su pezzi come Burn e Love Child.
 

Jon nei primi anni settanta collaborò anche con Ashton Gardner & Dyke nella realizzazione di una colonna sonora The Last Rebel. 

Il 9 agosto 2011 Jon Lord ha dichiarato sul suo sito ufficiale di essere malato di cancro e di dover momentaneamente interrompere ogni sua performance per poter seguire i trattamenti e le cure della malattia.

 
È morto all’età di 71 anni il 16 luglio 2012 alla London Clinic per un’embolia polmonare dopo una lunga lotta contro il tumore al pancreas di cui soffriva da circa un anno.
 
Il 30 settembre del 2014 viene pubblicato l’album tributo “Celebrating Jon Lord”, resoconto del concerto tenuto il 4 aprile del 2014 alla Royal Albert Hall di Londra, al quale hanno partecipato tra gli altri Paul Weller, Bruce Dickinson e Rick Wakeman.

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