49 anni fa l’addio a Brian Jones, dal suo genio la nascita del mito Rolling Stones

Pensare che nel 2019 saranno 50 anni da quando Brian Jones se n’è andato, i brividi un po’ li mette. Quei Rolling Stones, in tutto e per tutto una sua creatura, hanno visto la luce 56 anni fa e se la matematica non è un’opinione, in 6 anni Brian è riuscito a dar vita ad una delle più grandi rock band di tutti i tempi, a scrivere e suonare pezzi che hanno segnato i primi passi degli Stones, come Paint It Black, Ruby Tuesday, It’s All Over Now. 

Ora però fermiamoci ‘solo’ a 49. Tanti, infatti, sono gli anni che ci separano da quel maledetto 3 luglio, giorno in cui il corpo di Jones fu trovato sul fondo della sua piscina nella sua casa a Hartfield, Sussex, Inghilterra.

Lewis Brian Hopkin Jones era nato il 28 febbraio del 1942 nel Gloucestershire. Straordinario polistrumentista, si avvicinò alla musica ad appena 15 anni, grazie ad un primo ascolto del jazzista Charlie Parker, che fu anche lo spunto per chiedere, ed ottenere l’acquisto di un sassofono. E due anni dopo i suoi genitori gli regalarono la sua prima chitarra folk come regalo per il suo diciassettesimo compleanno. Polistrumentista, fu affascinato dalla musica classica, si innamorò del blues e si interessò a generi musicali come il country, il jazz, e il rock and roll. Da lì, il via, la nascita del mito, trasformatosi in leggenda. Come leggenda è stata pure la sua morte: per molti fu un incidente, per altri un omicidio. Per esempio la sua fidanzata Anna Wohlin era ancora convinta che fosse vivo quando lo tolsero dall’acqua. Il rapporto del coroner dichiarò “Morte per incidente”. Brian, come pure gli altri ‘componenti’, non volendo, entrò a far parte di quello che sarebbe diventato il Club delle ‘J’ maledette, o Club 27, insieme a grandi artisti come Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, tutti morti alla stessa età, appunto 27 anni.

 

 

Di lui ha parlato in una intervista, pubblicata da Rolling Stone, Mick Jagger, definendolo “una persona estremamente difficile. C’era qualcosa di molto disturbato in lui. Aveva un gran talento, ma era troppo paranoico e certamente non era tagliato per il mondo dello spettacolo (ride)”. Per quanto riguarda il contributo di Jones alla band, per Jagger all’inizio fu “tantissimo. Era fissato, il che è una cosa che aiuta”. Per quanto riguarda le tensione all’interno della band tra Jagger e Richards e lo stesso Jones, ha spiegato che “Brian era ossessionato dall’idea di essere il leader della band. Ma in una band le cose si fanno insieme, a volte qualcuno prende il comando, a volte ce l’ha un altro. Lui non è mai riuscito a capirlo”.

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