Voce straordinaria, ragazza sfortunata: 7 anni fa l’addio a Amy Winehouse

Un talento, enorme, pazzesco.  Ma che forse non ha saputo sfruttare in pieno il proprio talento per i tanti problemi che hanno condizionato la sua vita e che fin troppo presto l’hanno portata verso la fine dei suoi giorni.

Sono passati 7 anni da quando Amy Jade Winehouse ci ha lasciato, entrando di diritto, suo malgrado, a far parte del club di quegli artisti, per certi versi maledetti, scomparsi ad appena 27 anni. Insieme a lei il più recente è Kurt Cobain, i più noti, i più grandi, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Brian Jones. 

Nata a Londra il 14 settembre 1983, ha esordito nel mondo della musica pubblicando, nel 2003, per l’etichetta discografica Island, l’album Frank, che riscuote un buon successo di pubblico e critica. Ma il vero successo arriva pochi anni dopo, nel 2007, con l’uscita del secondo album Back to Black che, trainato da singoli come Rehab, Love Is a Losing Game e l’omonima traccia Back to Black, ha scalato le classifiche mondiali ottenendo un successo che l’ha portata alla vittoria di cinque Grammy Awards.
 
Intanto, l’artista ha fatto spesso parlare di sé per gravi problemi legati a droga, alcol e disordini alimentari che l’hanno portata a ritardare la realizzazione del suo terzo album fino alla prematura morte, avvenuta nella sua casa, a Londra. Assieme a Duffy e Adele, era considerata una delle esponenti della nuova generazione del soul bianco, della quale è ritenuta la precorritrice.
Il suo approccio con la musica è molto precoce. Ad appena dieci anni fonda un gruppo rap amatoriale chiamato Sweet ‘n’ Sour, mentre a dodici anni frequenta la Sylvia Young Theatre School, severo istituto con regole altrettanto severe che la Winehouse stentava a rispettare (per esempio indossava gioielli seppur fosse vietato). Quando l’insegnante delle materie tradizionali comunicò ai genitori l’imminente bocciatura della figlia, questi le cambiarono scuola. Amy si forò un buco al naso da sola per mettersi un piercing.
Il successo, mondiale, arriva il 27 ottobre 2006, quando viene pubblicato a livello mondiale l’album Back to Black, che in Inghilterra arriva alla vetta della UK Albums Chart in pochissime settimane. Negli USA l’album raggiunge la posizione numero sette ed è un esordio molto alto per un disco di una cantante inglese nella Billboard 200.
Un’artista con una voce straordinaria, un carattere però fin troppo debole per resistere a tanta pressione.

Alle 15:53 del 23 luglio 2011, la cantante viene trovata morta nel letto della sua casa al numero 30 di Camden Square. Il personale sanitario delle due ambulanze accorse immediatamente sul posto non poté che constatarne il decesso: l’autopsia eseguita il 25 luglio non ha chiarito le cause. Dopo ulteriori esami tossicologici e istologici, il 24 agosto 2011 un portavoce della famiglia rende noto che “Le analisi non hanno rilevato tracce di sostanze stupefacenti, solo tracce di alcol, ma non in misura tale da poter stabilire se e fino a che punto l’alcol abbia influito sulla sua morte”.

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