Straordinario artista, eterno ragazzo: Buon Compleanno Mick Jagger

Una personalità incredibile, una voce unica che generazioni e generazioni di appassionati di musica, e non solo, hanno potuto ascoltare, riascoltare, apprezzare per decenni.

 

 

Difficile ‘catalogare’, se proprio fosse necessario farlo, un artista come Michael Philip “Mick” Jagger. Nato in Inghilterra a Dartford, un comune inglese della contea del Kent, il 26 luglio del 1943, Jagger compie oggi la bellezza di 75 anni. E dire che non li dimostra sfiora certamente la banalità. Ma è un dato di fatto: vederlo saltare sui palchi di tutto il mondo, pur non più giovanissimo, ruba occhio e lascia a bocca aperta.

Infinita la lista di canzoni, o meglio, di successi eterni passati attraverso la sua voce: Angie, Paint It Black, Satisfaction, Brown Sugar, Start Me Up. Senza dimenticare il breve periodo solista, in tutto tre album tra il 1985 e il 1993:  pubblica She’s the Boss, ottenendo un discreto successo, in cui spicca il brano Just Another NightPrimitive Cool, che ottiene buoni giudizi da parte della critica, ma realizza un minor numero di copie vendute; Wandering Spirit, in cui spiccano pezzi come Use Me, cantato con Lenny Kravitz. Nel 1985 pubblica Dancing in the Street, con David Bowie.

Nato da una famiglia medio-borghese, nel 1956 inizia a suonare per diletto con due compagni di scuola, ma senza esibirsi. Nell’estate del 1960 appare per la prima volta in pubblico nella sala parrocchiale di Dartford, con una canzone di Buddy Holly. Nel 1961 Keith e Mick, che si erano conosciuti nel lontanissimo 1950, si incontrano nuovamente, e con grande sorpresa scoprono d’aver coltivato una comune passione per il rhythm and blues. Nel 1962 Jagger si trasferisce in Edith Grove (quartiere Chelsea), a Londra, per studiare Economia e diventare o un giornalista o, come sua madre, un politico; tuttavia, il suo amico Keith lo esorta a continuare a cantare e a fondare con lui una band musicale: cominciano così a provare vari brani rock presso uno scantinato di Ealing Broadway (in seguito chiamato il Ferry Club). I primi passi del Mito.

Poco dopo, nel 1962 si aggiungono al gruppo i musicisti Brian Jones, Bill Wyman e Charlie Watts, dando vita ai Rolling Stones, nome ispirato da un brano di Muddy Waters (e non, come erroneamente si pensa, alla canzone Like a Rolling Stone di Bob Dylan, composta soltanto tre anni dopo, nel 1965).

Un grande ma impegnativo sodalizio. Pochi anni dopo, nel 1969, Brian Jones muore, annegato nella piscina della sua casa. Qui Mick decide di dare una svolta alla band, assumendosi più responsabilità organizzative e contribuendo in maniera essenziale alla definizione dello stile relativo alla stessa: durante la tournée negli Stati Uniti del 1972, gli Stones suoneranno a New York City con un tipico look aggressivo e glamour. Gli anni Settanta diventano per Mick Jagger un decennio impegnativo: la tossicodipendenza di Keith, infatti, lo induce a occuparsi con molta solerzia della produzione musicale legata alla band più longeva del rock.

Il resto è storia. Eterna.

 

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