Un seminterrato, un pezzo blues, 4 Artisti: 50 anni fa nasceva il mito LED ZEPPELIN

Londra, Gerrard Street. Un seminterrato, una piccola stanza, giusto lo spazio per una porta e gli amplificatori. Il posto giusto dove provare, dove cercare l’intesa giusta. Del resto era la prima volta che quei 4, John Bonham, Jimmy Page, Robert Plant e John Paul Jones si ritrovavano tutti insieme a suonare. Era il 12 agosto del 1968, 50 anni fa.

Forse ci si mise il destino, il fato, o forse fu ‘solo’ sintonia tra 4 grandi artisti, e… “Ricordo la stanzetta, era caldo e si suonava bene, era molto eccitante e molto impegnativo davvero, perché sentivo che qualcosa stava accadendo a me stesso e a tutti gli altri”. E “avevamo trovato qualcosa su cui dovevamo stare molto attenti perché potevamo perderlo, ma era notevole: il potere”. Già, il potere, quello sulla musica, quello della musica, ricorda Robert Plant. Potere che non hanno mai perso, ma che hanno rinsaldato, reso più forte: “Alla fine- la certezza di Jimmy Page– sapevamo che stava accadendo davvero, era davvero elettrizzante. Emozionante è la parola giusta”. Eppure all’inizio c’erano solo dubbi: “Per la prima volta suonammo in quella piccola stanza, ora c’è Chinatown, dove c’erano solo amplificatori a parete. Ci guardavamo l’uno con l’altro, chiedendoci ‘cosa dovremmo suonare?'”. Andò bene “quel giorno, c’è una sensazione quando stai suonando se andrà bene, ed è stato bello, davvero molto bello”, il ricordo di quel giorno di John Bonham. “Per la prima volta abbiamo suonato insieme- il ricordo invece di John Paul Jones– c’erano solo amplificatori da parete a parete e uno spazio per la porta – e così è stato. tutti si guardavano l’un l’altro: “cosa dovremmo suonare?”.

Già, che cosa? L’esperienza degli Yardbirds era lì, troppo vicina per disperderla. Fu così che si scelse Train Kept a Rollin, degli Yardbirs, e “la stanza ‘esplose'”.

 

 

Era il 12 agosto del 1968: prima di allora nessuno aveva suonato con l’altro, ma in quell’occasione l’affiatamento, la sintonia, furono immediati, come d’incanto.

Arrivarono due settimane da passare in Scandinavia come New Yardbirds, ‘colpa’ dell’accordo preesistente proprio degli Yardbirds. Il gruppo, ognuno dei membri, per il repertorio, attinse dal blues, che il gruppo, ognuno dei membri, trasformò in hard rock.

Per quanto riguarda la nascita del nome, ci sono diverse versioni: secondo la più accreditata, Keith Moon e John Entwistle dissero che un supergruppo composto da loro, Nicky Hopkins, Jimmy Page e Jeff Beck, sarebbe andata come un dirigibile, ‘like a lead Zeppelin’ (lo Zeppelin è il dirigibile ideato del Conte Ferdinand von Zeppelin). La battuta arrivò alle orecchie di Page, che lo scelse come nome, modificando poi ‘lead’ in Led.

Il 12 gennaio 1969, arrivò anche il primo album, intitolato semplicemente Led Zeppelin e registrato agli Olympic Studios di Londra sul finire del 1968. L’album fu un ottimo inizio, nonostante la stroncatura da parte della rivista Rolling Stone. Riuscì infatti in due mesi a raggiungere la top 10 della classifica Billboard 200, ricevendo il disco d’oro nel luglio del 1969.

Dopo di allora sono arrivati altri 8 album, il II poco dopo l’uscita del primo, su pressione della casa discografica.

1969 – Led Zeppelin
1969 – Led Zeppelin II
1970 – Led Zeppelin III
1971 – Led Zeppelin IV
1973 – Houses of the Holy
1975 – Physical Graffiti
1976 – Presence
1979 – In Through the Out Door
1982 – Coda
Una ‘montagna’ come poteva essere quella dei Led Zeppelin, solo degli eventi tragici avrebbero potuto incrinarne la solidità. Come successe nel 1976. Era il 4 agosto quando Robert Plant e sua moglie Maureen, in vacanza nell’isola di Rodi, ebbero un drammatico incidente d’auto. Con loro vi erano i due figli della coppia e Scarlet, la figlia di Jimmy Page, che rimasero miracolosamente illesi: diversamente andò per Robert e Maureen, che riportarono gravissime lesioni. Maureen, in particolare, era in fin di vita a causa di diverse fratture craniche e pubiche e dovette essere trasportata in Inghilterra con un aereo privato per poter essere operata d’urgenza. Robert ne uscì decisamente malconcio, pur non essendo in pericolo di vita; ingessato dalla testa ai piedi e inchiodato su una sedia a rotelle, si vide imporre sei mesi di prognosi prima di poter riprendere a camminare. Saltarono tour e incassi faraonici. Ma dopo questo incidente è come se qualcosa si ruppe.
E poi l’addio, tragico a John Bonham. Nel giugno del 1980 affrontarono un minitour che terminò il 7 luglio. Il concerto del 27 giugno venne interrotto alla terza canzone quando John Bonham ebbe un malore e crollò sul palco.Il seguente tour americano non ebbe luogo in quanto il 25 settembre 1980, poco prima di partire per gli Stati Uniti, Bonham si presentò alle prove completamente ubriaco; continuò a bere per tutta la sera in una festa a casa di Page e fu messo a dormire in una stanza. La mattina dopo fu trovato morto soffocato dal proprio vomito. La stampa parlò di 40 dosi di vodka ingerite.

Dopo la morte di Bonham, gli altri tre componenti resero nota la decisione di voler interrompere l’attività artistica con il nome di Led Zeppelin con il seguente comunicato stampa, diffuso il 4 dicembre 1980.

Provare a mettere insieme in poche righe pezzi di storia della musica composti, creati, suonati, cantati da questi 4 grandissimi artisti rischia di trasformarsi in un azzardo. La magia dell’eterna Stairway to Heaven, la grinta di Immigrant Song, ‘aperta’ solo come poteva fare Plant con la sua voce, o Babe I’m Gonna Leave You, il pezzo di Anne Bredon portato al successo da Joan Baez e riarrangiato in modo sublime dai Led Zeppelin. Oppure l’elaboratissima The Song Remains the Same, che diede anche il nome allo strepitoso film concerto del 1976. E poi? E poi un fiume infinito di capolavori, come Whole Lotta Love, Rock and Roll, Black Dog, Ramble On, Dazed and Confused….
   No, meglio non cercare di citarli tutti, rischiando di fare una figuraccia. Meglio allora inserire un cd nel lettore, mettere un vinile sul piatto o attaccare le cuffie al lettore mp3. Quello nell’universo dei Led Zeppelin è un viaggio che va assolutamente fatto, ascoltando una musica senza uguali, quella del “più grande gruppo della storia del rock”. Indiscutibilmente.

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