Le ultime ore di Dolores O’Riordan e lo shock di chi era con lei prima della tragedia

Una cover da fare, i complimenti per una giacca di pelle, un bel giro di concerti tanto da farle dire “mi sento bene”. Eppure la tragedia era dietro l’angolo. E no, nessun suicidio. Nessuna depressione, nessuna decisione di farla finita. Ci si è messo il fato, il caso, il destino. Magari anche l’imprudenza.

Ma tant’è: oggi siamo qui a rimpiangere Dolores O’Riordan, una delle voci più belle del panorama della musica internazionale, un timbro unico, e nel giorno del suo 47esimo compleanno, era nata il 6 settembre del 1971 in Irlanda, a Limerick, abbiamo saputo ufficialmente che fosse stato per lei avrebbe probabilmente continuato a vivere e ad emozionarci con la sua voce, con la musica dei ‘suoi’ Cranberries. Già, perché il 15 gennaio scorso, a Londra, Dolores è morta ‘solo’ per un maledetto incidente.

Come riportato dalla BBC, infatti, secondo l’inchiesta del coroner incaricato, che ha presentato i risultati alla Westminster Court, la cantante dei Cranberries sarebbe morta affogando nella vasca dal bagno, a causa di una intossicazione da alcol, nella sua stanza di un hotel a Londra.

In quelle ore anche i suoi compagni di ‘viaggio’, gli altri componenti della band, con un comunicato diramato anche sui social, hanno di nuovo voluto far sentire la propria vicinanza alla loro cantante: “Il 15 gennaio 2018 abbiamo perso la nostra cara amica e compagna di band”, hanno scritto, e “continuiamo ad accettare quello che è successo. Le nostre condoglianze vanno ai bambini di Dolores e alla sua famiglia: i nostri pensieri sono con loro, oggi”.

“Dolores”, continua la nota, “vivrà eternamente nella sua musica. Vedere l’impatto positivo che ha avuto sulle vite delle persone è stata una fonte di conforto, per noi. Ci teniamo a ringraziare tutti i fan per la grande quantità di messaggi e il loro continuo supporto in questo momento difficile”.

“Ciao Dan, sono Dolores!”. Eppure quel giorno tutto aveva fatto pensare ad una giornata normalissima, forse pure piena di allegria per Dolores. Che la mattina presto di quel tragico 15 gennaio, aveva chiamato alle 2 di mattina il suo amico Dan White, dell’etichetta discografica, lasciandogli un messaggio in segreteria: “Sono a Londra”, gli aveva spiegato, aggiungendo di dover registrare una cover e chiedendogli di andare allo studio di registrazione. Con l’occasione aveva chiesto allo stesso Dan di salutare la moglie Irene e le aveva mandato i complimenti per una giacca di pelle.

“Dolores era piena di vita, scherzava ed era entusiasta di vedere me e mia moglie“, dirà poi White in riferimento a quella circostanza.

E pure attraverso i social la O’Riordan aveva fatto capire di essere in un momento assolutamente positivo: “Mi sento bene“, aveva scritto sui social, spiegando di aver fatto “un primo giro di concerti“. Mesi prima, infatti, era stata costretta ad annullare i concerti del tour con la band per dei problemi di salute, ovvero dolori alla schiena da cui non si stava riprendendo.

Alla stampa irlandese ha parlato anche lo psichiatra americano Robert Hirschfield, che aveva parlato con la O’Riordan al telefono il 26 dicembre. E anche lui aveva tratto indicazioni positive: “Non stava bevendo, era solo un po’ triste il giorno di Natale”, ma “nessun pensiero di suicidarsi”.

Dopo aver saputo delle cause della morte di Dolores, non ha nascosto il suo shock Mick Dolan, amico della cantante, con cui ha trascorso, nei suoi studi di registrazione, gli ultimi giorni prima della sua morte: “Sono davvero sconvolto dalle cause della sua morte”. 

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