Unico, inimitabile. Ed eterno: 38 anni fa l’addio a John Bonham

Le pentole e le padelle di mamma. E che dire del contenitore di sale da bagno o quello tondo da caffè, ‘modificato’ per dare un effetto da rullante?

Qualsiasi cosa avesse, qualsiasi cosa ci fosse sulla sua strada verso la musica, il piccolo John Bonham l’ha trasformata in un elemento del suo piccolo grande mondo, fatto di suoni, tanti e sempre più forti.

 

Già, perché lui aveva “voglia di fare il batterista da quando avevo circa cinque anni”: un amore nato presto e purtroppo finito altrettanto precocemente, visto che Bonham morì appena 32enne, 38 anni fa, era il 25 settembre del 1980

Proprio oggi, 25 settembre 2018, ricorre la scomparsa di questo grande artista, grintoso e appassionato, capace di inventare un modo tutto suo di suonare la batteria, pur senza aver mai preso una lezione.

La sua è stata una morte assurda, difficile da accettare e per certi versi paradossale: idolatratato oggi come allora da milioni di fan, se n’è andato in totale solitudine in una camera della villa di Jimmy Page, portandosi dietro, volente o nolente, tutti i Led Zeppelin. Aveva problemi con l’alcol: il 25 settembre di 38 anni fa si era presentato dal chitarrista parecchio alterato avendo bevuto troppo. Portato a dormire, fu ritrovato cadavere la mattina dopo, soffocato dal suo vomito.

Con la sua scomparsa, infatti, la band ha deciso di sciogliersi, salvo alcune rare occasioni che hanno visto il ritorno degli Zep, con Bonzo sostituito alla batteria dal figlio Jason, anche lui grintoso, deciso, come solo papà John poteva essere.

“Giocavo su un contenitore di sale da bagno”, si arrangiava così John, come riporta il fratello Mick nel suo libro. Altrimenti, “c’erano sempre le pentole e padelle di mia mamma. E quando avevo dieci anni, mia mamma mi ha comprato un rullante”, invece “mio padre mi ha comprato il mio primo kit completo da batterista”.

La batteria, una passione, o forse un’ossessione: “Sono sempre stato ossessionato dai tamburi” e “non ho mai preso nessuna lezione”. E si è visto: non ne aveva affatto bisogno.

 

Album studio

1969 – Led Zeppelin
1969 – Led Zeppelin II
1970 – Led Zeppelin III
1971 – Led Zeppelin IV
1973 – Houses of the Holy
1975 – Physical Graffiti
1976 – Presence
1979 – In Through the Out Door
1982 – Coda

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