E’ morto Charles Aznavour, addio all’istrione della musica francese

Lutto nel mondo della musica. Se n’è andato a 94 anni Shahnourh Varinag Aznavourian, per tutti Charles Aznavour.

Nato a Parigi il 22 maggio 1924, il cantante, attore e diplomatico francese, di origine armena, è scomparso oggi, 1 ottobre 2018, a Mouries, un comune francese che si trova nel su della Francia.

Insignito della Legion d’Onore per il lustro dato alla Francia, era ambasciatore dell’Armenia in Svizzera dal 12 febbraio 2009, cantava in sette lingue e ha venduto oltre 300 milioni di dischi nel mondo.
Figlio di Micha Aznavourian, un immigrato armeno originario di Akhaltsikhe (nell’odierna Georgia), figlio del cuoco del governatore d’Armenia, e da Knar Baghdassarian, un’immigrata armena originaria di Smirne (nell’odierna Turchia), figlia di benestanti commercianti, sopravvissuta al genocidio armeno.
 
Fin da giovanissimo è inserito dai genitori nel mondo teatrale parigino, iniziando l’attività artistica all’età di nove anni con il nome d’arte di Aznavour. Il suo colpo di fortuna giunge nel 1946, quando viene scoperto da Édith Piaf, che lo porta in tournée in Francia, negli Stati Uniti e in Canada. Se nel 1950 raggiunge la notorietà sul mercato francofono, sei anni dopo diventa una vera e propria star grazie alle esibizioni all’Olympia e alla canzone Sur ma vie, che arriva in prima posizione per quattro settimane.
Ha cantato alla Carnegie Hall e in tutti i maggiori teatri, duettando con star internazionali come Nana Mouskouri, Liza Minnelli, Sumiva Moreno, Compay Segundo, Céline Dion e, in Italia, con Mia Martini, Milva e Laura Pausini. Iva Zanicchi è sola cantante italiana con la quale ha collaborato a un LP intero Caro Aznavour nel 1971 e presentato insieme a Senza Rete.
E’ invece incredibile la lista di rappresentanti italiani della musica leggera italiana che hanno inciso alcune sue canzoni; i primi furono Gino Paoli (Devi sapere, versione italiana di Il faut savoir) e Domenico Modugno (La mamma, inserita dal cantautore pugliese nel suo sedicesimo album Modugno, del 1964).
Successivamente Ornella Vanoni (La boheme, incisa nel 1968 nell’album Ai miei amici cantautori, Après l’amour, L’amore è come un giorno, incisa nel 1970 nel suo LP Ah! L’amore l’amore, quante cose fa fare l’amore!), Iva Zanicchi (che all’Artista ha dedicato nel 1971 un intero album, Caro Aznavour), Mina (Ed io tra di voi, incisa nel 1970 in Quando tu mi spiavi in cima a un batticuore).
E poi ancora Gigliola Cinquetti (La boheme), Gipo Farassino (Porta Pila, versione di  La boheme con testo in piemontese), Mia Martini, Enrico Ruggeri (A mia moglie), Renato Zero (L’istrione, incisa nel 2000 nel suo album Tutti gli Zeri del mondo), Franco Battiato (Ed io tra di voi, incisa nel 1999 in Fleurs), Massimo Ranieri (L’istrione, incisa nel 2006 in Canto perché non so nuotare… da 40 anni e Gilda Giuliani (Quel che non si fa più, incisa nel 1996 nel suo album Serena).

 

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