Sorriso malinconico, voce inconfondibile: 48 anni fa l’addio a Janis Joplin

Eppure quel sorriso nascondeva una vita difficile, una sofferenza che l’ha accompagnata fin dall’adolescenza. Oggi, rivedendo quelle foto che la ritraggono negli ultimi anni della sua brevissima vita mostrano una ragazza che avrebbe voluto amare la sua vita, ma che ha sempre avuto un bisogno forte, fortissimo di essere accettata.

Tutto poi celato, male, dall’abuso di droga e alcol. Che l’hanno portata ad andarsene troppo presto e in totale solitudine.

Eppure lei, Janis Joplin, la sua vita l’aveva trascorsa per gran parte ad essere idolatrata, seguita, amata, cantata, imitata. Pur rimanendo, lei, inimitabile.

“Preferirei avere 10 anni di superpoteri che vivere per settant’anni seduti su una dannata sedia a guardare la tv”. Perché la routine non era evidentemente per lei. Che la sua vita amava viverla a 100 all’ora.

Fu da giovanissima che si avvicinò al blues, grazie ad artisti come Leadbelly, Bessie Smith, Odetta e Big Mama Thornton.

 

 

Il 25 giugno del 1964, poi, la Joplin e il futuro chitarrista dei Jefferson Airplane Jorma Kaukonen registrarono alcuni standard blues mentre nel 1968 incise Cheap Thrills, secondo album del gruppo (tra i brani una cover di Summertime di Gershwin e Piece of My Heart). La strada era intrapresa.

Tra i tanti successi, meritano menzione sicuramente Me and Bobby McGee, seguito da altri brani come Cry Baby, Get It While You Can, Mercedes Benz, Trust Me e My Baby, Kozmic Blues, Little Girl Blue, Maybe, Work Me, Lord.

Sulla morte di Janis Joplin tantissimo si è detto e scritto, si è mitizzato e creato leggende, più o meno vere.

Era il 4 ottobre 1970 quando Janis fu trovata morta nella stanza di un Hotel di Los Angeles a Hollywood: l’esame autoptico ipotizzò una morte accidentale causata da overdose di eroina. Fu trovata 18 ore dopo il decesso con il viso riverso sul pavimento, con fuoriuscite di sangue, ormai coagulato, dal naso e dalla bocca.

Il corpo dell’artista fu cremato al Westwood Village Memorial Park Cemetery e le sue ceneri furono sparse nell’oceano Pacifico.

E poi il club 27, in cui era ‘finita’ suo malgrado una ventina di giorni dopo Jimi Hendrix, scomparso il 18 settembre.

Tantissime le registrazioni live lasciate in eredità da Janis, in studio invece queste le registrazioni ufficiali:

Big Brother and the Holding Company (1967)
Cheap Thrills (1968)

– Solista
I Got Dem Ol’ Kozmic Blues Again Mama! (1969)
Pearl (1971)

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