Buon compleanno a CAPAREZZA, il ‘Forever Jung’

Sono stati due anni fantastici per Caparezza, musicalmente parlando: il suo ultimo disco ‘Prisoner 709‘, uscito il 15 settembre 2017, ha ottenuto ben due dischi di platino. Dall’album inoltre sono stati estratti ben 4 singoli di successo, tra cui l’ultimo ‘Confusianesimo’. (Leggi anche E’ ‘Confusianesimo’ il nuovo singolo di Caparezza).

Il rapper di Molfetta che oggi spegne 45 candeline ha pubblicato una foto sulla sua pagina Instagram, con la didascalia: ’45 makes me high’.

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45 makes me high

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A quasi un anno dall’uscita di Prisoner 709 Caparezza ha pubblicato la versione live dell’album ‘Prisoner 709 Live’, uscita il 7 settembre 2018, corredata da  un DVD contenente un documentario che ripercorre lo svolgimento del tour attraverso interviste e filmati dal vivo.

 “Prisoner 709– ha detto Caparezza intervistato da DangerOfMusic- è un album sulla mia prigionia, ispirato all’esperimento della prigione di Stanford di Philip Zimbardo (esperimento in cui ad alcuni studenti universitari veniva chiesto di recitare il ruolo di guardie e prigionieri per due settimane ndr). Lo zero posto tra il 7 e il 9 nel numero 709 rappresenta la scelta tra una parola di 7 lettere e una di 9. Michele o Caparezza, ad esempio. Ogni traccia di questo disco ha un suo 709 (“libertà o prigionia”, “aprirsi o chiudersi”, “ragione o religione”. I brani sono 16 (la somma di 7 e 9) e ciascuno di essi rappresenta un capitolo del carcere mentale (“il reato”, “la pena”, “l’ora d’aria”, “la lettera”, ecc..) da cui tento di evadere”.

Un disturbo uditivo, è questo quello che ha dato a Michele l’imput per la realizzazione del disco: “Nel 2015 è venuto a farmi visita un acufene, disturbo che mi porta a udire suoni fastidiosissimi anche in situazioni di silenzio assoluto, come quando mi metto a letto sul cuscino. Faccio fatica a leggere un libro o a vedere un film, non posso più ascoltare musica ad alto volume. Il disco è stato il mio modo di reagire. Il mio tentativo di rispondere all’acufene”.

Non solo però di disturbi uditivi si parla in ‘Prisoner 709’, ‘Prosopagnosia’ è infatti il nome della prima traccia del disco.  Ma che vuol dire questa parola? La prosopagnosia è un deficit percettivo che impedisce ai soggetti che ne sono affetti, di riconoscere i tratti di insieme dei volti delle persone. Ma perchè intitolare una canzone proprio in questo modo? “Con questo pezzo volevo raccontare il disagio del non riconoscere me stesso– ha spiegato il cantante.

“Se Michele andrebbe a vedere un concerto di Caparezza oggi? Si, credo proprio di sì. Io ho cercato di realizzare quello che avrei voluto vedere nel panorama musicale. Io sono il primo fan di me stesso, non perchè faccio un mio ‘ego trip’, ma perchè semplicemente faccio quello che mi piace, l’esigenza parte sempre da Michele. Michele è sempre stato anche Caparezza. Il gioco dei ruoli non lo assegno io, ma chi mi ascolta e chi ha delle aspettative su di me. Nella società i ruoli ce li assegna sempre un altro“. Fiero dunque Caparezza, che ricorda orgogliosamente di essere ‘Michele’, prima di tutto.

Al momento Caparezza è impegnato con gli instore tour di ‘ Prisoner 709 live’. Oggi sarà a Firenze, domani a Roma, l’undici a Napoli e il 12 a Bari.

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