Semplicemente John Lennon: dai Beatles a Yoko, Buon Compleanno Mito

Mai banale. ‘Semplicemente’, John Lennon. Lui, che mai sarebbe rimasto nei Beatles, perché un ciclo era finito (“hanno dato tutto quello che potevano dare e anche di più”), era convinto che grazie a Yoko Ono non era finito come il re che “è sempre stato ucciso dai suoi cortigiani”. 

“Abbiamo un sacco di tempo, giusto?”. Una domanda come tante, ma che diventa La domanda se a farla è Lennon il 5 dicembre del 1980 e se al centro c’è un possibile ritorno con i Beatles, a una decina d’anni dallo scioglimento del gruppo. Tre giorni, 72 ore. Da quell’intervista, a Rolling Stone, questo è il tempo trascorso fino all’epilogo, tragico.

 

 

Era l’8 dicembre, al termine di un pomeriggio trascorso al Record Plant Studio, mentre Lennon, che oggi avrebbe festeggiato 78 anni essendo nato il 9 ottobre del 1940, stava tornando a casa con la moglie e si trovava di fronte all’ingresso del Dakota Building, dove risiedeva, avvenne uno dei più famosi omicidi di sempre.

Un giovane Mark Chapman esplose contro di lui cinque colpi di pistola colpendolo quattro volte, mentre urlava “Hey Mr Lennon”.

Purtroppo, nonostante il tempestivo intervento di una pattuglia di polizia, Lennon perse conoscenza durante la corsa verso il Roosevelt Hospital, dove fu dichiarato morto alle 23.15. Una volta John disse: “Vogliono soltanto degli eroi morti, come Sid Vicious e James Dean”, e ce l’aveva con quei fan che non gli avevano perdonato gli anni di pausa, di stop, dopo l’abbandono dei Beatles.

Che una volta quasi benedì, avendo il sentore che le cose sarebbero potute non andare bene se fosse rimasto dov’era: “Aspettavo un motivo per uscirne”, ha sempre risposto Lennon a chi gli chiedeva se Yoko Ono fosse stata la causa della fine della band. E ancora: “Il seme è stato piantato quando i Beatles hanno smesso di andare in tour”.

Tralasciando i successi incisi con i Beatles, una sequenza infinita racchiusa comunque in  una decina di album, da Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band a A Hard Day’s Night, da Help! ad Abbey Road, da solista ha messo la firma su capolavori immortali come Imagine , Jealous Guy, Woman, Working Class Hero. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *