49 anni fa usciva ‘Hot Rats’, settimo album di un ‘nuovo’ Frank Zappa 

Un album influenzato da atmosfere jazz rock, per una produzione non più caratterizzata da quel rock demenziale che fino a quel momento aveva caratterizzato il lavoro di Frank Zappa. Hot Rats è il settimo album del musicista statunitense di origini siciliane, pubblicato negli Usa il 10 ottobre 1969.

Spiccano quindi atmosfere jazz rock in un album che però non riscosse particolare successo commerciale in patria, al contrario di Europa, specialmente in Gran Bretagna (nona posizione) e Paesi Bassi (sesta posizione). L’album viene considerato una pietra miliare nella carriera dell’artista; dove Zappa lascia il rock a tratti demenziale dei primi anni per creare un variegato affresco di variazioni musicali mescolando jazz di varie tendenze, ritmiche ossessive e complesse partiture, il tutto coronato da spunti solistici sia propri sia dei collaboratori. Si tratta del primo progetto solista di Zappa dopo lo scioglimento delle originali Mothers of Invention. Nelle note originali dell’album, Zappa descrisse la musica contenuta nel disco come: “un film per le vostre orecchie”.

Hot Rats è incentrato su composizioni jazz fusion strumentali con lunghi assoli, la musica si discosta molto dai primi dischi di Zappa con le Mothers, che comprendevano commenti satirici mescolati all’uso di musica sperimentale e montaggi sonori. In questo disco Zappa accantona momentaneamente la stravaganza totale, e sceglie una via comunicativa più immediata, una musica più diretta.

Il polistrumentista Ian Underwood è l’unico membro delle Mothers a suonare sull’album e il principale collaboratore musicale di Zappa durante le sessioni di registrazione. Altri turnisti presenti sul disco sono Captain Beefheart (voce in Willie the Pimp), Max Bennett e Shuggie Otis al basso, i batteristi Ron Selico, Paul Humphrey, e John Guerin, il violinista elettrico Don “Sugarcane” Harris e Jean-Luc Ponty, altro violinista di stampo classico che durante gli anni sessanta era passato al jazz e aveva già inciso due album per la World Pacific Jazz. Secondo alcune fonti alle sessioni avrebbe preso parte anche il chitarrista Lowell George che avrebbe suonato effettivamente in qualche pezzo dell’album, ma la sua presenza non è confermata ufficialmente e non ne viene fatta menzione nelle note dei crediti sul disco.

 

 

Questo fu il primo album di Frank Zappa ad essere registrato su un registratore multitraccia a 16 piste, e uno dei primi dischi in assoluto ad avvalersi di questa tecnologia che era all’epoca ancora allo stato di prototipo. I macchinari con 16 piste separate permettevano molta più flessibilità in studio in termini di composizione e registrazione e la possibilità di effettuare sovraincisioni di una certa complessità. Un notevole vantaggio rispetto ai banchi mixer a 4 e 8 piste che erano lo standard nel 1969.

Mentre Zappa registrava Hot Rats, i Beatles stavano lavorando al loro Abbey Road, limitati dall’uso di un registratore a 8 piste. L’album fu dedicato da Frank al figlio appena nato, Dweezil Zappa. Nel febbraio 2009, Dweezil e la sua band, gli Zappa Plays Zappa, vinsero un Premio Grammy per la “migliore performance rock strumentale” grazie alla loro interpretazione del brano Peaches en Regalia.

Tracce:

Lato A
Peaches en Regalia – 3:38
Willie the Pimp – 9:25
Son of Mr. Green Genes – 8:58
Lato B
Little Umbrellas – 3:09
The Gumbo Variations – 12:55
It Must Be a Camel – 5:15

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