Il blues e Syd Barrett: 44 anni fa l’addio a Pink Anderson

Due gatti, gli alieni e due bluesman. Cos’hanno in comune? Tantissimo. Non è un indovinello e neanche una barzelletta. Semplicemente un riferimento a quanto e cosa la musica può avvicinare, mettere insieme, associare. Sì, anche cose apparentemente lontanissime.

Mettendo insieme l’ultimo tassello però, le cose improvvisamente appaiono più chiare: Syd Barrett, ovvero colui che diede vita, corpo e nome ai Pink Floyd, una o forse la più grande e influente band degli ultimi 50 anni di storia della musica a livello mondiale.

Syd era un artista, a tutto tondo: pittore, compositore, chitarrista, cantante. Appassionato di musica fin dall’adolescenza, con l’amico Roger Waters, a cui si aggiunsero poi Rick Wright e Nick Mason e Bob Klose alla chitarra diede vita ad una prima formazione da cui poi avrebbero avuto origine i Pink Floyd.

Scelto il gruppo di musicisti, bisognava però lavorare sul nome. E’ il 1965 quando Barrett scelse Pink Floyd Sound, prima di arrivare al definitivo Pink Floyd. E proprio entrano in ballo le associazioni, apparentemente senza senso.

Apparentemente. Syd, ai giornalisti, motivò la scelta dicendo che il nome gli era stato suggerito dagli alieni. Che poi, però, divennero i nomi dei suoi gatti, quindi dal loro nome avrebbe preso spunto per scegliere quello della band.

E invece no, più ‘semplicemente’ deriva dall’associazione dei nomi di battesimo di due dei bluesmen preferiti di Barrett, Pink Anderson e Floyd Council.

E proprio Pink Anderson, nato a Laurens, nella Carolina del Sud il 12 febbraio del 1900, se ne andava esattamente 44 anni fa: era il 12 ottobre del 1974, data della sua morte.

Lui e la musica fin da subito diventano una cosa sola. Cresciuto a Spartanburg, si unì giovanissimo al Dr. Kerr dell’Indian Remedy Company nel 1914 per intrattenere la folla cantando e ballando mentre Kerr cercava di vendere un intruglio spacciato per medicinale. Nel 1916, a Spartanburg, Anderson conobbe Simmie Dooley, da cui Pink imparò a cantare blues. Quando Anderson non viaggiava con il Dr. Kerr, lui e Dooley suonavano ai piccoli raduni a Spartanburg e nelle località vicine.

Dopo che il Dr. Kerr si ritirò nel 1945, Anderson si dedicò totalmente al blues e sviluppò il suo talento con una piccola chitarra e una armonica a bocca. Alcuni problemi di cuore lo costrinsero a ritirarsi dalle scene nel 1957. Suo figlio, conosciuto come Little Pink Anderson, ha seguito le orme del padre ed ora vive e suona in Georgia.

Anderson registrò alcune canzoni nel 1960 e nel 1963 apparve nel film The Bluesmen.

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