ESCLUSIVA DOM – Kilminster: Io, Waters e il mio sogno, vi dico che…

L’umiltà è la prerogativa dell’umile, una dote che molti vantano di avere, ma forse in pochi possono dire di esserne realmente in possesso. Dave Kilminster è uno straordinario chitarrista, che vanta collaborazioni come pochi altri al mondo, in tempi recenti e non: tra gli altri, John Wetton, Keith Emerson e Roger Waters. Con il bassista dei Pink Floyd ha collaborato per il tour di The Dark Side of the Moon dal 2006 al 2008, per quello di The Wall, dal 2010 al 2013. Attualmente stanno girando il mondo dall’ottobre del 2017 per l’Us+Them tour, che li ha visti suonare anche in Italia, in due momenti diversi: in uno di questi, nel luglio scorso, hanno suonato al Circo Massimo di Roma, per uno show indimenticabile.

 

 

Lo abbiamo raggiunto e con una disponibilità ed umanità disarmanti, ci ha raccontato e si è raccontato, in una bella esclusiva a Dangerofmusic.com: dal rapporto con Waters alla sua passione per la musica, ai progetti futuri e alla possibilità, o meno, di vederli ancora insieme, lui e Waters, in un tour (“chissà…”).

1) DOM: Dicci qualcosa di te, chi è Dave Kilminster? Che origine ha la tua passione per la musica? Perché hai scelto di suonare la chitarra?

  • Dave Kilminster è un tipo timido, creativo e artistico che si sente incredibilmente fortunato ad essere dove è oggi. Credo di essere stato sempre a contatto con la musica, principalmente grazie alla radio, o perché mi addormentavo ascoltando mio zio fare pratica al pianoforte i weekend, a casa di mia nonna.. così ho iniziato a suonare il pianoforte, che ho assolutamente amato. Ma mi stava facendo impazzire il fatto che non avevamo un pianoforte a casa, perché volevo suonare TUTTO il tempo! E così ho comprato una chitarra classica a buon mercato da scuola, solo perché così avrei avuto modo di fare musica a casa.

2) DOM: Ho letto che sei ambidestro: secondo la tua esperienza è un ‘problema’ o è indifferente per un musicista?

  • Probabilmente dipende dalla persona. Ma io ho sempre pensato fosse una cosa buona, soprattutto se sei un batterista! E’ chiaramente vantaggioso negli sport. Per esempio se sei un giocatore di football che può colpire con entrambi i piedi, aumenti le possibilità di fare goal. Per quanto mi riguarda, credo di cercare un senso di equilibrio in tutte le cose, lo Yin e Yang della vita. Ero capace di scrivere con entrambe le mani perché non mi piaceva l’idea di avere un lato ‘dominante’. Allo stesso modo, ricordo di aver lavorato sul mio modo di suonare quando ero molto giovane, al tempo ho capito che i miei downstrokes (pennate in giù) erano meglio dei miei upstrokes (pennate in su), perciò ho lavorato sugli upstrokes fino a che non sono diventati praticamente uguali ai downstrokes.

3) DOM: Hai un chitarrista che ti ha ispirato più di altri?

  • Il primo nome che mi viene in mente è Jeff Beck. Adoro il fatto che sia ancora lì fuori a suonare, ancora a superare i confini e sempre facendo meglio! E’ davvero incredibile…inoltre è chiaro che si prende anche cura di sè stesso, visto che sta benissimo! E’ sicuramente qualcuno a cui aspirare.

4)DOM: Durante gli ultimi spettacoli di Roma, Lucca, Londra tu e gli altri musicisti avete realizzato qualcosa di straordinario, parlando degli ultimi decenni di storia internazionale. Come ti senti al riguardo? Come è stato suonare al circo Massimo?

  • Non tendo a pensare a queste cose… se sei pienamente consapevole della grandezza delle cose che stai facendo mentre le fai, probabilmente ti spaventi a morte! (Ride). Forse una volta l’anno, attorno alla vigilia di Capodanno mi guardo indietro e penso ‘Oh, è è stato davvero grandioso’, ma trenta secondi dopo sto già pensando “Ok il prossimo anno devo fare un album da solista, devo lavorare sul mio modo di suonare, etc..” Credo che quello che sto dicendo sia che non vedo l’ora. Ma lo show al Circo Massimo è stato ovviamente davvero speciale, solo considerando l’intera storia del posto e poi, certo, è sempre bellissimo suonare in Italia. Ho suonato qui svariate volte con varie band: Keith Emerson, John Wetton, Steven Wilson e anche con il duo acustico di Guthrie Govan e Murray Hockridge. Amo suonare qui. L’italia ha un posto davvero speciale nel mio cuore..

5) DOM: Hai suonato con artisti favolosi: John Wetton, Quango, Keith Emerson, Steve Wilson, e ovviamente Roger Waters. Raccontaci qualcosa su queste esperienze. 

  • Per rispondere correttamente a questa domanda probabilmente dovrei scrivere un libro! Proverò a condensare il tutto. Suonare con John Wetton è stata la mia prima esperienza in tour, perciò ne ho un ricordo molto affettuoso, soprattutto del primo show insieme, che fu in Giappone. Amavo anche la musica, soprattutto suonando le vecchie melodie degli Uk e le versioni più pesanti degli Asia e dei King Crimson, che sono sempre un capolavoro. Suonare con Keith Emerson è una gioia totale, suonare la musica con cui sono cresciuto, con uno degli eroi della mia infanzia. Ho passato un periodo stupendo. Quando mi guardo indietro e penso a quel tempo mi sembra quasi di ricordare un sogno, così surreale. Lui mi manca ancora. Anche suonare con Steve Wilson è stata un’esperienza incredibile. L’album ‘Raven’ è una delle cose migliori che ho sentito questo secolo. Mi sono davvero sentito onorato per aver suonato con un gruppo cosi incredibilmente talentuoso. Il mio unico rimpianto è di non aver suonato al meglio nel 2015, visto che mi stavo ancora riprendendo dalla mia operazione alla mano, al polso e al pollice. Non ho potuto suonare la chitarra per nove mesi a causa di un incidente in macchina nel 2014. E’ stato davvero un periodo difficile. Suonare con Roger Waters poi è sicuramente strabiliante. Le location dei concerti sono immense.. Intendo dire che circa due anni fa abbiamo suonato a Zócalo Square, in Messimo, davanti a 300.000 persone! E poi in tutti luoghi iconici. L’Hollywood Bowl, il Madison Square Gardens, la Wembley Arena, il River Plate Stadium, l’ Olympiastadion a Berlino (costruito da Hitler per i giochi olimpici del 1936), e ovviamente il Circo Massimo, originariamente sede delle corse con i carri e delle lotte tra gladiatori! Solo poter essere una piccola parte di questi incredibili show, che cambiano letteralmente la vita delle persone, è ben oltre i miei sogni più sfrenati.

6) DOM: L’impressione che abbiamo di Roger Waters è che sia un perfezionista, uno che non lascia niente al caso. Che significa per un grande musicista come te, suonare con un grande musicista come lui?

  • Amo questa cosa di lui, sono anche io un perfezionista e perciò capisco e rispetto questo modo di lavorare. E’ davvero una fonte d’ispirazione vedere come lavora instancabilmente allo show, anche se dopo 18 mesi continuerà ancora a vedere i video della performance facendo piccoli cambiamenti, cercando di renderlo lo spettacolo migliore di sempre.

7) DOM: Come avete iniziato la vostra collaborazione? Com’è Roger lontano dai riflettori?

  • Ho sentito che stava cercando un chitarrista, perciò ho presentato un cd di me che suonavo alcuni pezzi dei Pink Floyd, poi sono stato chiamato per una audizione con Roger e la band. Sentivo che l’audizione era stata un disastro totale, ma loro ovviamente hanno visto qualcosa che gli è piaciuto! E Roger è fantastico da frequentare, specialmente quando non siamo in tour, è davvero tranquillo, molto simpatico, un vero tesoro.

8) DOM: Senti l’eredità di David Gilmour quando suoni le sue canzoni? Che ne pensi?

  • Sono certamente consapevole dell’eredità dei Pink Floyd e di quanto la loro musica significhi per le persone, perciò cerco di suonare i brani nel modo più fedele all’originale che posso, per accontentare i fan più accaniti, ma no, non penso a cose del genere mentre sto suonando o mi sto esibendo, penso che sarebbe davvero molto malsano farlo! Ho parlato in passato col mio amico Ron Thal (Bumblefoot) di questo. Lui è stato in tour con Axl Rose e ha replicato le parti di chitarra originali suonate da Slash, ed è davvero un compito ingrato. Voglio dire, non puoi vincere, perché nessuno può suonare esattamente come nessun altro. Perciò devi provare a suonare le canzoni nella maniera più rispettosa che puoi, sperando di non fare arrabbiare troppe persone.

9) DOM: Secondo la tua opinione ‘Us+Them tour’ sarà l’ultimo di Roger Waters? O è possibile che vi vedremo ancora insieme nei concerti?

  • Non ne ho assolutamente idea. Ad essere onesti non mi aspettavo un altro tour dopo ‘The Wall’, perciò questo è stato un plus! Non penso ci saranno altri show il prossimo anno, ma Roger è ancora molto in forma e in salute e ha il forte desiderio di fare altre cose… perciò chissà… spero che ci saranno altre cose in futuro.

10) DOM: Hai sogni per il futuro?

  • 10) Vorrei fare un altro album da solista. Ho imparato molto dai miei sporadici tentativi di registrazione, perciò voglio davvero che il prossimo sia qualcosa di cui essere orgoglioso… Per il momento è questo il mio sogno!

 

 

Foto da: http://www.davekilminster.com/

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