Anima ribelle, cuore reggae: 74 anni fa nasceva Peter Tosh

L’anima rude dei Wailers. Quasi offeso, se non arrabbiato, dall’atteggiamento dell’ottimo Chris Blackwell, l’Ad della Island Records, l’etichetta che lanciò il reggae a livello internazionale, perché gli preferiva Bob Marley. Certo, non uno qualsiasi…

Avrebbe compiuto oggi 74 anni Peter Tosh, pseudonimo di Winston Hubert McIntosh, nato a Grange Hill, in Giamaica, il 19 ottobre 1944, e deceduto nella sua casa di Kingston l’11 settembre 1987. Nato nella parrocchia di Westmoreland, nell’ovest rurale dell’isola, si trasferisce in gioventù a Trenchtown.

Entra nel mondo della musica, lavorando con il produttore Joe Higgs, che gli fa conoscere quelli che saranno i suoi compagni nel gruppo The Wailers, Bob Marley e Bunny Wailer, con i quali fonda il gruppo ska “Teenagers”. Al trio si aggiungono il cantante Junior Braithwaite e le coriste Beverley Kelso e Cherry Smith, il gruppo cambia così nome prima in “Wailing Rudeboys”, poi in “Wailing Wailers”

La svolta dopo la metà Anni 60. Nel 1966 Bob Marley parte per lavorare negli Stati Uniti e Tosh canta alcune cover di brani soul e pop statunitense, affiancate a singoli come solista (Don’t Look Back) o in coppia con Bunny Livingstone (The Toughest), è in questo periodo che i due si avvicinano alla filosofia rasta. Quando Marley torna in Giamaica il trio cambia il nome in “Wailers” e fonda un’etichetta propria, la Wail’N’Soul, che produce però un solo singolo, Ben Down Low.

Nel 1972 i Wailers firmano per la Island Records con la quale pubblicano nel 1973 l’album Catch a Fire; durante la registrazione dell’album si creano tensioni tra i Wailers, visto che Chris Blackwell, amministratore delegato dell’etichetta, ha una predilezione per Bob Marley e relega Tosh e Livingston a figure di minore importanza.

Verso la fine dell’anno il trio pubblica Burnin’, secondo album per la Island: durante la registrazione le tensioni tra i cantanti aumentano, tanto da portare Bunny Livingston a lasciare la band durante il tour e lo stesso Tosh ad allontanarsi dai Wailers poco dopo per contrasti personali con Marley.

Da quel momento inizia la carriera solista, che lo porta a suonare al One Love Peace Concert davanti ai principali esponenti della politica giamaicana, Edward Seaga e Michael Manley; collabora anche con Mick Jagger dei Rolling Stones, e sarà ospite del Saturday Night Live nel 1978. Nel 1987 si aggiudica il Grammy Award come miglior album reggae con No Nuclear War.

E proprio nel 1987, l’11 settembre, muore nella sua casa a Kingston. Viene infatti assassinato nella sua casa di Kingston: si trovava lì con la moglie Joy e l’amico dj Jeff “Free-I” Dixon, quando un malvivente locale, Dennis “Leppo” Lobban, irrompe con due complici per rapinare tutti i presenti; alla richiesta di denaro Tosh risponde in modo negativo, e i criminali aprono il fuoco uccidendo sia il cantante che l’amico DJ.

Più ‘recentemente’ la conferma dei pessimi rapporti tra Tosh e Marley (e Bunny Wailer) che, pure da morti, hanno dato vita ad una vera e propria sfida giudiziaria con al centro i diritti delle canzoni incise con i Wailers.

Le famiglie dei tre, infatti, hanno avviato una causa nel 1992, risoltasi con un accordo extragiudiziale.

 

La discografia solista di Tosh:

– Studio
1976 – Legalize It
1977 – Equal Rights
1978 – Bush Doctor
1979 – Island Zorro (Bootleg)
1979 – Mystic Man
1981 – Wanted Dread and Alive
1983 – Mama Africa
1987 – No Nuclear War
1997 – Negril
2001 – I Am That I Am
2004 – Can’t Blame the Youth
– Live
1984 – Captured Live
2000 – Live at the One Love Peace Concert 1978
2001 – Live & Dangerous: Boston 1976
2002 – Live at the Jamaica World Music Festival MoBay ’82
2002 – Complete Captured Live

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