Eternamente inconfondibile: Buon Compleanno Jon Anderson, voce degli Yes

Una voce inconfondibile, un timbro di voce unico nel mondo della musica.

Compie 74 anni John Roy “Jon” Anderson, nato in Inghilterra ad Accrington il 25 ottobre 1944. Cantante britannico, storica voce del gruppo di rock progressivo Yes. Anderson appare in tutti gli album in studio della band tranne DramaFly from Here e Heaven & Earth. Tuttora attivo sulla scena musicale, ha collaborato con numerosi altri artisti (fra i quali spicca Vangelis, oltre a, più di recente, Jean-Luc Ponty) e prodotto una ricca e varia discografia solista.

Il suo approccio con la musica ha un nome e un cognome: Elvis Presley.

Aveva iniziato ad ascoltare appunto il re del rock, Eddie Cochran, gli Everly Brothers e altri artisti che appunto avrebbero influenzato il suo approccio alla musica.

Nell’estate del 1968, Anderson si guadagnava da vivere come barman nel locale La Chasse, nei pressi del celebre Marquee Club, a Londra.
Fu il proprietario del locale a presentargli Chris Squire, il ventenne bassista di un gruppo chiamato Mabel Greer’s Toyshop, a cui Anderson si unì quella stessa estate. Nello stesso anno il gruppo mutò il proprio nome in Yes. La formazione originale degli Yes includeva anche Peter Banks alla chitarra, Tony Kaye alle tastiere e Bill Bruford alla batteria. Il primo album degli Yes fu pubblicato nel 1969.
 
Negli Anni 70 la band si arricchì di nuovi talenti, con Steve Howe che sostituiva Banks alla chitarra e Rick Wakeman che subentrava a Kaye alle tastiere, e incise negli anni settanta alcuni degli album di rock progressivo più celebri e amati di tutti i tempi: The Yes Album, Fragile, Close to the Edge e Going for the One. Il ruolo di Anderson in questi lavori è fondamentale, con la sua voce, considerata una voce da tenore o da contro-tenore e contraddistinta da un insieme di armoniche che la rendono unica, è uno dei tratti distintivi dello “Yessound”. Si può spesso asserire, considerando la sua notevole estensione vocale, che Anderson canti in falsetto, ma non è questo il caso in quanto la sua voce da contraltista è normalmente al di sopra dello standard dei tenori e non ha bisogno, per raggiungere le note più acute, di dover ricorrere all’aiuto di questa particolare tecnica.
Inoltre, ha contribuito come compositore nella maggior parte dei brani, fra cui classici come Close to the Edge, ed è autore della quasi totalità dei versi.

Contemporaneamente alla sua carriera con gli Yes, Anderson diede vita ad alcuni progetti musicali alternativi. Nel 1970 apparve come guest singer nell’album Lizard dei King Crimson di Robert Fripp; nel 1971 cantò in All to Bring You Morning di Johnny Harris. Nel 1975, dopo aver ascoltato L’Apocalypse des Animaux di Vangelis, Anderson decise di conoscere il compositore greco e lo raggiunse nella sua casa di Parigi. Fra i due si instaurò subito un rapporto artistico e personale molto intenso. Già nello stesso anno, Anderson cantò in So Long Ago, So Clear, sull’album Heaven and Hell di Vangelis.
 
Fra il 1975 e il 1976, su decisione di Anderson, ognuno dei membri degli Yes produsse un proprio album solista. Jon realizzò, suonando tutti gli strumenti, Olias of Sunhillow, uno dei suoi album solisti tuttora più amati e cantò su Ramshackled, l’album solista di Alan White.
Negli anni successivi Anderson continuerà a mettere insieme album e progetti, fino ai tempi più recenti. Nel 2015 collabora con il violinista francese Jean-Luc Ponty. Il frutto di questa unione è un cd dal vivo intitolato “Better Late Than Never” che contiene alcuni brani musicali inediti e alcuni classici degli Yes rivisitati.

Nel 2016 forma un nuovo supergruppo assieme ad altri due ex componenti degli Yes, il chitarrista Travor Rabin e il tastierista Rick Wakeman. La formazione comprende una sezione ritmica composta da Lee Pomeroy al basso e Louis Molino III alla batteria. La band incomincia ad esibirsi in America per un tour autunnale. A partire da marzo 2017 i concerti proseguono in Europa e in Giappone.

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