Geniale, spirito libero e talento puro: Buon Compleanno Rino Gaetano

Amato, criticato, apprezzato, incompreso. Forse troppo avanti per quegli anni, lui che era dissacrante per natura, che per primo portò la parola ‘sesso’ ad un Festival di Sanremo (era il ‘lontanissimo’ 1978).

Sicuramente uno spirito libero e un talento puro, capace di creare canzoni ancora oggi attuali quanto amate, imitate, seguite, apprezzate e fonte d’ispirazione e d’energia per i cantanti di oggi.

Rino Gaetano, all’anagrafe Salvatore Antonio Gaetano, oggi avrebbe festeggiato 68 anni. Nato a Crotone il 29 ottobre 1950, se n’è andato giovanissimo, appena 30enne, per colpa di un incidente d’auto, a Roma, in via Nomentana, il 2 giugno 1981. Ironico quanto malinconico, le sue canzoni sono caratterizzate anche per la denuncia sociale che si nascondeva dietro testi apparentemente leggeri e disimpegnati. 

Politicamente non si è mai schierato pubblicamente. Ma la politica e i suoi protagonisti li ha spesso criticati, a volte anche ‘bastonati’
Se il suo passaggio a Sanremo nel 1978, con la canzone Gianna (“Una ragazza 15enne che si pone un grave problema, se politicizzarsi subito o prima diventare donna? Alla fine fa entrambe le cose”, ha ricordato in una vecchia intervista) è stato fondamentale nella crescita della sua popolarità e nello sviluppo della sua carriera, va detto che il lavoro di Gaetano ha iniziato a essere significativamente apprezzato diversi anni dopo la sua morte.
Molte delle sue canzoni infatti sono state poi riscoperte soprattutto dopo il 2000, riscuotendo consensi sempre maggiori, in particolar modo tra le nuove generazioni, e conferendo all’ormai defunto cantautore lo status di artista di culto.
Nel 1968, insieme a un gruppo di amici creò il quartetto dei Krounks, un gruppo musicale che eseguiva soprattutto cover. Gaetano suonava il basso all’interno della band e nel frattempo si dilettava a scrivere canzoni.
I suoi artisti di riferimento in quegli anni erano cantanti italiani come Jannacci, De André, Celentano, i Gufi, Gian Pieretti e Ricky Gianco ma anche star internazionali, quali Bob Dylan e i Beatles, come si può leggere nel frontespizio di un quaderno che contiene accordi e canzoni scritte da Gaetano proprio in questo periodo.
Gaetano si avvicinò al teatro e iniziò a frequentare il Folkstudio, noto locale romano dove si esibivano molti giovani artisti. Qui ebbe l’occasione di conoscere Antonello Venditti, Ernesto Bassignano e Francesco De Gregori.
Quindi nel 1973 Gaetano incise un 45 giri con la It, I Love You Maryanna, prodotto da RosVeMon (acronimo delle iniziali dei cognomi di Aurelio Rossitto, Antonello Venditti e Piero Montanari) mentre il cantautore preferì firmare il singolo con lo pseudonimo di Kammamuri’s, in omaggio ad un personaggio dei Pirati della Malesia di Emilio Salgari.
Nel 1975 il successo arrivò l’anno successivo con il 45 giri Ma il cielo è sempre più blu. Si trattava in realtà di un 45 giri piuttosto atipico: esso conteneva una sola canzone divisa in due parti. Gaetano in questa canzone propose diversi spaccati di vita quotidiana, descrivendoli con ironia, luoghi comuni e contraddizioni. E poi ancora l’anno successivo l’album ‘Mio fratello è figlio unico’ e nel 1977 ‘Aida’.

Arriva poi l’indimenticato passaggio sanremese. E’ infatti il 26 gennaio 1978 quando in occasione della 28esima edizione del Festival, Gaetano fa il suo ingresso sul palco con una tuba nera (regalatagli da Renato Zero pochi giorni prima), un elegante frac attillato, papillon bianco, maglietta a righe bianche e rosse e scarpe da ginnastica Mecap. Sul bavero del frac, appuntata una colossale quantità di medagliette, che nel corso dell’esibizione consegna in parte al direttore d’orchestra e in parte lanciò al pubblico. Gaetano suonava inoltre un ukulele.

E con l’esecuzione di Gianna, per la prima volta a Sanremo venne pronunciata la parola ‘sesso’, presente nel testo della canzone. I Pandemonium entrarono inaspettatamente sul palco verso la fine della performance per cantare il coro finale della canzone, a mo’ di sketch umoristico.

Seppur compressa in pochi anni, la produzione di Gaetano è stata sicuramente florida. E’ del 1978, infatti, il successo della storica Nuntereggae più, una delle canzoni più discusse di Gaetano, per via dei numerosi riferimenti politici e del lungo elenco di nomi presente nel testo. Il cantautore a tal proposito dichiarò: “Le canzoni non sono testi politici e io non faccio comizi. Questo è uno sfottò. Insomma, per me ‘Nuntereggae più’ è la canzone più leggera che ho mai fatto”. Questo era Rino Gaetano.

La carriera e la vita di Rino Gaetano si interruppero il 2 giugno 1981 all’età di trent’anni in seguito ad un incidente stradale.

Erano le tre del mattino quando, dopo una serata passata nei locali, stava tornando a casa da solo a bordo della sua auto. Alle 3.55, mentre percorreva via Nomentana, all’altezza dell’incrocio con via Carlo Fea, con la sua vettura invase la corsia opposta. Un camionista che sopraggiungeva nell’altro senso di marcia provò a suonare il clacson, ma l’urto con il mezzo pesante era ormai inevitabile.

La parte anteriore e il lato destro della Volvo vennero distrutti; Gaetano batté violentemente la testa contro il parabrezza, sfondandolo, mentre l’impatto del petto sul volante e il cruscotto fu violentissimo. L’autopsia rivelerà – come causa della perdita di controllo dell’auto – un possibile collasso prima dell’impatto, mentre il camionista, che presterà i primi soccorsi al cantante. raccontò di aver visto Gaetano accasciarsi di lato e iniziare a sbandare per poi riaprire gli occhi solo pochi attimi prima dell’impatto.

Il 4 giugno si tennero i funerali nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù, quella in cui Gaetano avrebbe dovuto sposarsi poco dopo.

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