L’album di ‘tutti’: 47 anni fa i Pink Floyd pubblicavano Meddle

La voglia di sperimentare, di provare ad andare oltre, è sempre stato un marchio di fabbrica dei Pink Floyd. Forse uno degli album che è il risultato di questo lavoro di Roger Waters, David Gilmour, Rick Wright e Nick Mason è proprio Meddle, il sesto inciso dalla band, tra Atom Heart Mother e Obscured By Clouds.

Interamente inciso agli Abbey Road Studios, come tutti gli altri album fino a Wish You Were Here, è stato pubblicato il 30 ottobre del 1971 negli Stati Uniti, una settimana prima della Gran Bretagna.

Sei tracce, frutto delle idee dei quattro, che hanno messo insieme suite, blues, e cavalcate psichedeliche. Che l’album sia il risultato di uno sforzo collettivo è confermato pure dalla scelta della copertina, l’unica firmata dagli stessi Pink Floyd, che rifiutarono la proposta di Storm Thorgerson, che non apprezzò il risultato, e suggerirono un primo piano ravvicinato di un orecchio sott’acqua, fotografato da Bob Dowling.

Come One Of These Days, che apre l’album e che si apre con folate di vento che introducono il basso di Roger Waters per una vera e propria cavalcata rimasta impressa nel tempo e nella mente di tutti. Tra il basso di Waters e l’ingresso di Wright e Gilmour che sembrano rincorrersi in un modo assolutamente unico e affascinante, la voce distorta di Nick Mason: ‘One of these days i’m going to cut you into a little pieces’, ovvero ‘Uno di questi giorni ti farò a pezzettini’.

“Il suono ripetitivo creato con un Digital Delay- ricorda Gilmour a proposito della composizione della canzone- Anzi, era Analogico, era una cosa su cui stavo lavorando da molto tempo. Roger lo risuonò con il basso e così è nato questo riff. È stata una di quelle volte in cui l’idea iniziale si sviluppa in studio e diventa una grande composizione”.

Dall’irruenza di One Of these Days alla dolcezza di A Pillow Of Winds e di Fearless. In particolare in questa canzone, nel finale, c’è la sovrapposizione del coro di You’ll Never Walk Alone, registrato durante un derby tra Liverpool ed Everton: il coro è intonato dai tifosi del Liverpool, ricoperto dai fischi dei tifosi dell’Everton. E poi ancora la freschezza di San Tropez e l’originalissimo blues di Seamus, che prende il nome del cane di Steve Marriott, vero protagonista del brano con i suoi ululati.

In chiusura, la ‘chicca’, quell’Echoes che Gilmour e Wright hanno sempre definito come un dialogo tra chitarra dell’uno e tastiera dell’altro. Dopo la morte di Wright, infatti, Gilmour ha scelto di non riproporla più proprio per l’assenza del suo vecchio collega e soprattutto grande amico. Ed è stato di parola.

Le tracce:

One of These Days – 5:57 (Gilmour, Waters, Wright, Mason) – Strumentale
A Pillow of Winds – 5:07 (Gilmour, Waters) – Voce di Gilmour
Fearless – 6:05 (Gilmour, Waters) – Voce di Gilmour
San Tropez – 3:40 (Waters) – Voce di Waters
Seamus – 2:15 (Gilmour, Waters, Wright, Mason) – Voce di Gilmour
Echoes – 23:31 (Wright, Gilmour, Waters, Mason) – Voci di Gilmour e Wright

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