Critica Bolsonaro e rischia il carcere: tempi duri in Brasile per Waters

Roger Waters non ha mai guardato in faccia a nessuno. Quando era ai Pink Floyd, una volta presa la leadership della band dopo l’addio a Syd Barrett, ha sempre ‘imposto’ la sua musica, le sue canzoni, arrivando addirittura ad allontanare il ‘dissidente’ Rick Wright. Certo, non disdegnando di ascoltare parole, idee e pareri degli altri della band (The Wall piuttosto che The Pros and Cons of Hitch Hiking fu il risultato di una decisione del gruppo davanti ad una scelta da fare, non fu l’imposizione di un singolo).
E soprattutto Roger Waters ha sempre lottato contro tutti i fascismi e dittature militari. Ha combattuto, certo a modo suo, con le parole e con la sua musica: ormai è quasi un appuntamento fisso nei suoi concerti, l’arringare il popolo watersiano contro quei nomi che, a suo modo di vedere (e non solo il suo…), non stanno forse facendo il bene del mondo e neanche di questa o di quella nazione.
In queste settimane è in Brasile, per le ultime date del tour mondiale ‘US+THEM’, prima del trasferimento in Uruguay. Ed ha colto l’occasione per criticare aspramente l’ormai ex candidato favorito e oggi ufficialmente nuovo presidente del Brasile Jair Bolsonaro, che era in corsa per il Partido Social Liberal (Psl).

Roger Waters meteu o #Elenão no telão 30 segundos antes do horário limite estipulado pelo TRE. Teve Bolsominions que vieram de Florianópolis saíram do show e queimaram a camisa do baixista do Pink Floyd.

Pubblicato da CWB Resiste su Domenica 28 ottobre 2018

Tra San Paolo, Rio de Janeiro, dove è stato fischiato durante il suo monologo politico, e nel concerto di Curitiba, Waters ha lanciato gli ultimi appelli a “resistere al fascismo“, in vista delle elezioni che poi lo avrebbero eletto del 28 ottobre . Proprio a Curitiba, infatti, Waters ha rischiato tantissimo. Secondo la legge locale, infatti, dopo le 22 del venerdì che precede le elezioni è assolutamente vietato parlare di politica: si rischia il carcere.
 
Sul maxischermo piazzato su un immenso palco, infatti, alle 21’59 e 30″, dopo cinque canzoni appena, è apparso un messaggio in portoghese: “Abbiamo 30 secondi. Ci hanno detto che non possiamo parlare delle elezioni dopo le 10 di sera. Questa è la nostra ultima occasione per resistere al fascismo prima di domenica. Ele Nao”, ovvero ‘Non lui’ in portoghese. Subito dopo, alle 22 in punto, un altro messaggio che ha rimesso le cose a posto: “Sono le 10. Rispettiamo la legge”. Tutto a posto? Evidentemente no. Infatti fuori dallo stadio dove si stava svolgendo il concerto, c’è stato chi ha voluto contestare a modo suo Waters, dando fuoco a magliette dei Pink Floyd.  
IL VIDEO E’ PRESO DALLA PAGINA FACEBOOK ‘CWB RESISTE’ (https://www.facebook.com/cwbresiste/)

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