‘Episodio 1’, il nuovo disco degli On the moon – RECENSIONE

Disco d’esordio degli On the moon, Episodio 1, quattro tracce di una coerenza disarmante che nella loro brevità e concisione aprono un orizzonte sul continuo che si spera ci sia per questo nuovo progetto.
Ciò che attira subito l’attenzione è il lavoro di incastri nei riff di chitarra che, pur risolvendosi in ambiti prettamente Pop, recuperano sempre degli spunti interessanti da molto altro, addirittura sembrano gettare una fugace occhiata al Math Rock a tratti, come quando si ascolta la seconda traccia; La cosa più importante.
Al di là di tutto questo è veramente piacevole lasciarsi andare per quel pochissimo tempo concesso dal lavoro alle aperture che si concede, a partire da ‘Non esisto’, traccia d’apertura che si presenta con un riff corposo di chitarra per poi andare avanti con una sezione ritmica che riempie, tiene bene testa alla voce, una bella voce femminile che non raschia ma rimane dolce pur facendo passare l’amarezza.

“Quanto mi sembra impossibile lasciar le cose marcire all’Inferno”

Un’amarezza che si trova nel ritornello, che dice così, prima di lasciarsi andare ad una strumentale che è costruita bene e funziona da ponte per la salita di tonalità che chiude il brano.

Poi c’è ‘La cosa più importante’, seconda traccia che nel suo riff di chitarra trova tutta la sua forza, perché è inaspettato ma si lascia subito apprezzare

“E’ solo trucco che verrà via quel che sei sempre stata”

Si apre così, con un colpo dritto al volto che prepara alla comprensione di un testo difficile, sofferto e sincero che si spinge all’estrema affermazione della possibilità di una svolta che potrebbe cambiare tutto se solo si riesce ad essere in grado di lasciar andare le cose.
Anche nella terza traccia, ‘Colpa tua’, si ritrova un bel giro interessante, questa volta di basso, che regge tutta la strofa e anche tutto il ritornello.
Striscia la linea di basso e si insinua tra la voce e i docili riff di chitarra.
Un altro testo secco che se la prende con chi non fa nulla per migliorarsi e migliorare la propria situazione ma che non scorda mai di avere da lamentarsi.
Il disco si chiude con ‘Per non farti preoccupare’.

“Ad ogni sconfitta che sento tornare rimango più sola tra queste persone”

Il ritornello si apre così, un ritornello che è calmo come d’altronde il resto del pezzo, il più mansueto del disco.
Non abbaia ma morde, come si dice di solito, e lo fa nel profondo, nella carne pulsante e lo fa ancor di più nel ritornello, serrato nel suo procedere che non lascia fiato in quelle parole così ben cantate.
Un ottimo pezzo che si porta via un disco d’esordio che merita l’ascolto e merita di non essere l’ultimo.
Un lavoro compatto e che inizia a dare degli spunti di consapevolezza autoriale che raramente si trovano in prime uscite.

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