‘Ari ari ari ah…’: 24 anni fa l’addio al grandissimo CAB CALLOWAY

L’improvvisazione è fondamentale in un genere come il jazz. E insieme al ritmo è quell’ingrediente che lo rende unico.

E nel jazz soprattutto c’è una forma di canto che ancor di più distingue chi lo esegue da tutto il resto del mondo (musicale): lo scat, ovvero una improvvisazione che consiste nell’imitazione di strumenti musicali con la voce. Quindi nessuna parola di senso compiuto, semplicemente dei suoni riprodotti con la bocca.

Tra i grandi artisti che hanno contribuito alla diffusione dello scat c’è sicuramente Louis Armstrong, ma pure Ella Fitzgerald e Dizzy Gillespie.

In epoca meno lontana, regalato al grandissimo pubblico grazie ad un film capolavoro come The Blues Brothers, c’è sicuramente Cab Calloway.

Cabell Calloway III, o più semplicemente Cab Calloway, se n’è andato a 86 anni, il 18 novembre del 1994 e quindi 24 anni fa.

Nato a Rochester, Stato di New York, il 25 dicembre del 1907, è stato musicista, cantante e attore.

Il suo avvicinamento alla musica avvenne grazie alle donne della sua famiglia. Fu infatti la mamma che gli fece prendere le prime lezioni di canto lirico (come tenore drammatico), poi la sorella maggiore, la cantante Blanche Calloway, lo introdusse nell’ambiente del jazz di Chicago. E così un giovanissimo Cab Calloway – era ancora alle scuole superiori – incontrò così grandi musicisti come Louis Armstrong, Chick Webb, Johnny Jones.
 
Dopo aver lavorato con vari gruppi come batterista e cantante, nel 1929 gli venne offerta la conduzione di una band di undici elementi, The Alabamians. Poco dopo passò a dirigere un’altra orchestra, The Missourians, più tardi ribattezzata come Cab Calloway and His Orchestra, che venne scritturata per sostituire Duke Ellington e la sua band nel prestigioso Cotton Club di Harlem.
E il debutto nello storico locale fu un successo enorme, tanto che gli spettacoli vennero trasmessi a tutta la nazione tramite la radio.

Proprio nel periodo del Cotton, in cui negli Anni 30 ottenne anche di dirigere la famosa orchestra che prese il nome del locale, Cab Calloway incise la sua canzone più famosa, quella Minnie the Moocher, del 1931, vero e proprio esempio di scat. Fu il primo album jazz a vendere un milione di copie. Originariamente la canzone fu usata nei cartoni animati di Betty Boop.
La canzone fu uno dei pezzi forti del film e della colonna sonora di The Blues Brothers. Anche qui, come in ogni sua interpretazione della canzone, Cab voleva il coinvolgimento del pubblico, che ripetesse quello che lui emetteva con la voce: il passaggio di Ari ari ari ah, Heidi heidi heidi hi è un qualcosa di indimenticabile per chi ha amato il film e tutte le sue canzoni.
Chiusa l’esperienza con il Cotton Club, partì in tour e si dedicò pure alla carriera solista. 
Il 12 giugno 1994, Cab Calloway subì un grave ictus. Morì cinque mesi dopo, il 18 novembre 1994, all’età di 86 anni. Il suo corpo venne cremato e le sue ceneri furono date alla sua famiglia. Alla morte di sua moglie Zulme “Nuffie” Calloway, il 13 ottobre 2008, le sue ceneri furono sepolte accanto a lei nel mausoleo Rosewood a Ferncliff Cemetery di Hartsdale, New York.

 

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