Mason: Io e Waters (forse) di nuovo insieme, nuova band come i Pink Floyd

Alla fine i suoi ‘Pink Floyd’  se li è tirati su da solo. Lui, che non ha mai perso l’occasione per rilanciare l’dea di una reunion, lui, che è l’unico del gruppo a vantare il ‘record’ di aver suonato in tutti i dischi pubblicati dal gruppo, dagli esordi con Syd Barrett all’arrivo di David Gilmour, all’addio di Roger Waters.

Lui, Nick Mason, dopo oltre 13 anni dalla reunion del Live 8, a Londra (era il 2 luglio del 2005) ha deciso di fondare i Nick Mason’s Saucerful of Secrets.

Del gruppo fanno parte, oltre a Mason, anche il chitarrista degli Spandau Ballet Gary Kemp, il bassista già Pink Floyd e in tour con David Gilmour, Guy Pratt, che ha un po’ preso l’eredità di Roger Waters, almeno nel ruolo di bassista, il chitarrista Lee Harris e il tastierista Dom Beken.

Intervistato da Rolling Stone, si è raccontato e non ha nascosto sogni, idee, emozioni, intenzioni e desideri. Parole e musica di Nick Mason, musica rigorosamente con il marchio Pink Floyd.

“Sapevo di non poter suonare Comfortably Numb meglio di David o Roger, o addirittura degli Australian Pink Floyd (tribute band, ndr)”. Allora no, meglio non rischiare. Perché Mason è così: taciturno, discreto, concreto.

I suoi ‘Pink Floyd’ di oggi suonano determinate canzoni: dietro c’è una scelta ponderata, nulla è lasciato al caso. Questo, infatti, perché “volevo evitare di dover eseguire alla perfezione delle vecchie canzoni, evitando di diventare una nuova tribute band. Un tributo a me stesso mi avrebbe fatto sentire a disagio”. Per questo l’idea è stata quella di “provare quel tipo di sensazione di una certa musica ‘antica’ senza cercare assiduamente ogni dettaglio di essa o abbinarla ad un certo periodo di tempo specifico”.

E poi è musica viva da decenni ma che pure nessuno aveva mai suonato forse da 40 anni: “Si, ed è stato nello farlo. Ed è quello che volevo fare. E’ materiale che non si sente spesso, per questo c’è qualcosa di nuovo”.

Arrivare al risultato che oggi abbiamo visto in Europa e che si aspettano di vedere in Nord America nel 2019 è stato quasi spontaneo, istintivo per i musicisti dei Nick Mason’s Saucerful of Secrets: “Penso che sia stato immediato”, ha raccontato Mason che ha ammesso di non amare il lavoro duro, ammettendo che in questo caso “sarebbe stato difficile”. Invece, “tutto ha cominciato a suonare subito bene. Questo è stato principalmente, penso, guidato dal loro entusiasmo”. Riprendere canzoni non suonate da così tanto tempo ha significato “imparare determinati dettagli. Le canzoni hanno la tendenza a rimanere per tanto tempo nella vostra memoria”, ha spiegato Mason. Che ha poi continuato: “Quello che è stato bello è che durante i concerti è stato come prendere la macchina del tempo. All’improvviso la sensazione di guardarmi incontro e vedere gli amici incoraggiarmi mi ha ricordato i Pink Floyd nel 1967”.

Dopo aver suonato per tanto tempo in arene o stadi, ora questa novità di tenere concerti in luoghi più piccoli: “Gli stadi non sono perfetti in termini di capacità a proposito del coinvolgimento del pubblico. Ma in un teatro, puoi assolutamente farlo. Con uno stadio hai circa 50.000 persone” e molti “che fanno uso di droghe e giocano a frisbee”.

Dopo la morte di Rick Wright, David Gilmour ha deciso di non suonare più Echoes, che considerava come un dialogo tra lui e l’ex tastierista dei Pink Floyd. Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda anche Mason, anche se… “C’è la sensazione che avesse tanto a che fare con Rick- ha detto ancora Mason- e volevamo evitare di farla. Ma penso che a lungo termine potremmo pensare di suonarlo perché è un pezzo meraviglioso, un omaggio a Rick”.

Intanto, però, la coppia Waters-Mason potrebbe ricomporsi sul palco: “Ha detto che potrebbe venire ospite per una o due canzoni, ma non sto trattenendo il respiro”, ha detto Nick, a proposito del suo ex compagno nei Pink Floyd.

Determinante, per la band, l’entusiasmo. E per Mason “ce n’è un sacco da parte del gruppo” e questo è un po’ il motivo principale che spinge ad andare avanti: “Finché qualcuno pensa che potremmo vendere biglietti, ci andremo assolutamente- ha proseguito- C’è anche la possibilità di andare in posti dove non siamo mai stati neanche con i Pink Floyd, come il Sudamerica”.

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