Eterno ragazzo, voce straordinaria: Buon Compleanno Eddie Vedder

Difficile trovare una caratteristica unica che identifichi Eddie Vedder: un timbro di voce unico, estensione vocale che sembra non avere limiti, polistrumentista che definire originale è dire poco, come dimostrano gli strumenti suonati in Vs del 1993, come l’ukulele, la batteria, il campanaccio, l’armonica a bocca, la fisarmonica e il sitar.

E poi l’età, il fisico, l’eterna giovinezza che lo rende una sorta di novello Dorian Gray: più passano gli anni, più sembra ringiovanire.

Edward Louis Severson III, per tutti Eddie Vedder, è nato a Evanston il 23 dicembre del 1964: 54 anni decisamente portati alla grande, indubbiamente.

Leader dei Pearl Jam, ultimo rappresentante del grunge dopo la scomparsa di artisti come Kurt Cobain e Chris Cornell, nel 1984 inizia a registrare dei demo e intraprende diversi lavori, tra cui il benzinaio e la guardia di sicurezza.

Ed è in età adolescenziale, Vedder scopre artisti come Neil Young e gruppi come The Who, The Doors, The Clash e Minor Threat, che decisamente segnano in modo profondo il suo background musicale.

Sono i Pearl Jam il passaggio fondamentale nella sua carriera.

Una serie di situazioni di concause, anche di casualità gli ‘regalano’ la guida della band.Jeff Ament e Stone Gossard, già membri dei Green River, alla fine degli Anni 80 fondarono, insieme al cantante Andrew Wood, i Mother Love Bone. Il gruppo, tra il 1988 e 1989, registrò un album e intraprese un tour che gli procurò un contratto con la PolyGram.

Dopo la morte di Wood avvenuta il 19 marzo 1990 per un’overdose di eroina, Ament e Gossard decisero di sciogliere il gruppo anche se la loro casa discografica avrebbe pubblicato il loro album di debutto, Apple, quattro mesi dopo questo evento.

La nascita dei Pearl Jam è ormai ad un passo.

Gossard, con il chitarrista Mike McCready, riallacciò i rapporti con Ament, dal quale si era distaccato dopo la fine dei Mother Love Bone. I tre registrarono una demo di cinque canzoni, che consegnarono all’ex batterista dei Red Hot Chili Peppers, Jack Irons, affinché li aiutasse a trovare un cantante e un batterista.

Irons inviò quindi il nastro al suo vecchio amico, Eddie Vedder, all’epoca benzinaio a San Diego: sentì il nastro e scrisse dei testi per tre delle cinque canzoni (che poi diverranno Alive, Once e Footsteps), li aggiunse alle musiche delle canzoni e li inviò a Seattle ribattezzando la demo Mamasan.

Nel giro di una settimana Vedder divenne il cantante del gruppo. Con l’aggiunta del batterista Dave Krusen, la formazione era ormai completa.

La voce di Vedder è intensa e baritonale, e i suoi testi, spesso cupi e introspettivi, raccontano storie di disagio e solitudine. Assieme al gruppo si impegna in battaglie politiche e in cause civili come le libertà di scelta sull’aborto (come all’MTV Unplugged del 1992 o al Rock for Choice nel marzo 1994 a Pensacola).

Infinite, variopinte, inaspettate e di straordinaria qualità le sue collaborazioni: U2, Roger Waters, Bruce Springsteen, Alice in Chains, Soundgarden, Tom Petty, Ben Harper, Neil Young, Presidents of the United States of America, Robert Plant, Red Hot Chili Peppers, Rolling Stones, The Strokes, Kings of Leon, Sonic Youth, Ministry, Chris Cornell, Jack Johnson, Ramones, Iggy Pop, Zeke, Bad Religion, Neil Finn, Jack Irons, Nusrat Fateh Ali Khan, Cat Power, R.E.M., Mike Watt, Wellwater Conspiracy, Wolfmother, Sleater-Kinney e Beck.


 


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